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	<title>Ennea Technology</title>
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	<description>Servizi informatici per le aziende a Varese</description>
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	<title>Ennea Technology</title>
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		<title>Phishing: come riconoscere questo attacco informatico prima che sia troppo tardi!</title>
		<link>https://www.enneatechnology.com/phishing-come-riconoscere-questo-attacco-informatico-prima-che-sia-troppo-tardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Kovarich]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 09:11:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Il phishing resta oggi la porta d&#8217;ingresso preferita dagli attaccanti informatici, e il motivo è semplice: è molto più facile sfruttare un errore umano che bucare un sistema informatico ben protetto. Le persone si fidano, si emozionano, si distraggono… Ed è proprio su questi aspetti che fanno leva i criminali informatici, spingendoci a cliccare un&#8230;&#160;<div class="read-more-wrapper"><a href="https://www.enneatechnology.com/phishing-come-riconoscere-questo-attacco-informatico-prima-che-sia-troppo-tardi/" class="button button-primary" rel="bookmark">Leggi tutto »<span class="screen-reader-text">Phishing: come riconoscere questo attacco informatico prima che sia troppo tardi!</span></a></div>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il phishing resta oggi la porta d&#8217;ingresso preferita dagli attaccanti informatici, e il motivo è semplice: è molto più facile sfruttare un errore umano che bucare un sistema informatico ben protetto.<br><br>Le persone si fidano, si emozionano, si distraggono…<br><br>Ed è proprio su questi aspetti che fanno leva i criminali informatici, spingendoci a cliccare un link, aprire un allegato, inserire una password, inserire i dati di una carta di credito o addirittura disporre un bonifico istantaneo verso un conto che, in realtà, appartiene a loro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due tipologie di phishing: phishing massivo e phishing mirato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Parlando di phishing, esistono sostanzialmente due tipologie di attacco.<br><br>La prima è il <strong>phishing massivo</strong>: mail generiche, scritte per colpire il maggior numero di persone possibile, con contenuti standard del tipo &#8220;il tuo pacco è in ritardo&#8221; o &#8220;il tuo account è stato bloccato&#8221;.<br><br>Non c&#8217;è un particolare studio sulla possibile vittima, si punta sui grandi numeri.<br><br>Al contrario, la seconda tipologia è decisamente più insidiosa: il <strong>phishing mirato</strong>.<br><br>Qui l&#8217;attaccante fa i compiti a casa; studia il sito aziendale, guarda il profilo LinkedIn (ed eventuali altre pagine Social), recupera informazioni su fornitori, clienti, fino ad arrivare persino a colleghi o amici della della vittima.<br><br>Magari, anche grazie a qualche tool disponibile online, riesce persino a scoprire quale sia il sistema di posta elettronica utilizzato all’interno dell’azienda (Microsoft 365, per citarne uno) e, da lì, sarà in grado di costruire un attacco di phishing “su misura”.<br><br>In ogni caso, indipendentemente dalla tipologia di attacco phishing (massimo o mirato), il messaggio che arriva a destinazione fa sempre leva sulle emozioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>urgenza</li>



<li>curiosità</li>



<li>paura (di perdere qualcosa)</li>



<li>senso del dovere</li>



<li>desiderio (di vincere un premio, ad esempio)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quelle che ti ho elencato sono le emozioni che, il più delle volte, ci fanno compiere l’azione (desiderata da parte di chi ci sta attaccando).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Phishing: non è (solo) una questione di email</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La parola &#8220;phishing&#8221; deriva dall&#8217;inglese <em>fishing</em>, pescare: l&#8217;esca è il messaggio, mentre il pesce è la persona che riceve il messaggio.<br><br>Il canale conta relativamente: si può ricevere un tentativo di phishing via SMS, WhatsApp, Messenger o LinkedIn&#8230;<br><br>Un attacco informatico di phishing non sfrutta solo l’e-mail.<br><br>Semplicemente, l&#8217;e-mail resta il canale più diffuso (e usato dalle persone) &#8211; in particolare all’interno delle aziende.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Alcuni esempi di phishing via e-mail</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Di seguito, ti riporto due &#8220;classici&#8221; esempi di phishing via e-mail.<br><br>Nella prima, il messaggio proviene da un mittente apparentemente reale (servizi@poste.it) e contiene un link verso un sito fraudolente: basta guardare attentamente la URL in corrispondenza del link per accorgersi che il sito che si aprirà non sarà quello delle Poste.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="631" src="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2026/10/phishing-via-e-mail-esempio-001-1024x631.jpg" alt="" class="wp-image-3900" srcset="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2026/10/phishing-via-e-mail-esempio-001-1024x631.jpg 1024w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2026/10/phishing-via-e-mail-esempio-001-300x185.jpg 300w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2026/10/phishing-via-e-mail-esempio-001-768x474.jpg 768w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2026/10/phishing-via-e-mail-esempio-001.jpg 1184w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">In questo secondo esempio di e-mail di phishing, invece, è presente un allegato malevolo.<br><br>Anche in questo caso, l&#8217;indirizzo del mittente sembra reale (amm003@brt.it) e il testo presente all&#8217;interno del messaggio devo ammettere sia strutturato decisamente bene.<br><br>E non ci sono errori ortografici!</p>



<div class="wp-block-uagb-image uagb-block-7e669725 wp-block-uagb-image--layout-default wp-block-uagb-image--effect-static wp-block-uagb-image--align-none"><figure class="wp-block-uagb-image__figure"><img decoding="async" srcset="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2026/10/phishing-via-e-mail-esempio-002.jpg ,https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2026/10/phishing-via-e-mail-esempio-002.jpg 780w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2026/10/phishing-via-e-mail-esempio-002.jpg 360w" sizes="auto, (max-width: 480px) 150px" src="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2026/10/phishing-via-e-mail-esempio-002.jpg" alt="" class="uag-image-3901" width="952" height="750" title="phishing-via-e-mail-esempio-002" loading="lazy" role="img"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>



<h3 class="wp-block-heading">Alcuni esempi di phishing via SMS</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio molto comune di phishing via SMS (il cosiddetto smishing) sfrutta invece delle consegne.<br><br>Riceviamo un messaggio che segnala un apparente problema “urgente” con un pacco in pronta consegna.<br><br>Questo tipo di messaggi di phishing via SMS funzionano molto bene perchè (ormai) ci siamo tutti abituati ad effettuare acquisti online e quasi ogni settimana aspettiamo di ricevere qualcosa a casa dai corrieri più conosciuti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="400" height="403" src="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2026/10/phishing-via-sms-esempio-001-web-e1791796771229.jpg" alt="" class="wp-image-3908"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">In questo caso, il link presente all’interno del messaggio SMS conduce su un sito graficamente molto simile a quello del (vero) corriere, chiedendoci di compiere poi un’azione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>inserimento dell&#8217;indirizzo e-mail</li>



<li>inserimento della password</li>



<li>inserimento dei dati della carta di credito</li>



<li>ecc</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta “abboccato”, il gioco è fatto (e anche la frittata!)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Phishing via e-mail: come riconoscere un messaggio sospetto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono alcuni elementi (ed alcuni segnali) a cui è importante porre SEMPRE la massima attenzione.<br><br>Il <strong>mittente</strong>, in primis.<br><br>A volte il nome del mittente visualizzato può sembrare corretto, ma è solo un&#8217;etichetta descrittiva: non dice nulla sulla reale identità di chi scrive.<br><br>Per questo motivo è bene verificare sempre l’indirizzo e-mail del mittente (non solo il nome visualizzato).<br><br>Ricorda, anche il dominio (del mittente) può trarre in inganno: può essere molto simile a quello originale (esempio: una lettera diversa, un trattino in più, ecc).<br><br>I <strong>link</strong> presenti all&#8217;interno del messaggio.<br><br>Prima di cliccare su un link presente all’interno di un messaggio, passaci sopra con il mouse (senza cliccare!) e controlla quale sia la URL di destinazione.<br><br>Anche in questo caso, presta la massima attenzione: in alcuni casi, le URL di destinazione potrebbero essere molto simili alle originali!<br><br>Le <strong>richieste</strong> presenti all&#8217;interno del messaggio.<br><br>Diffida sempre quando all’interno di un messaggio viene chiesto di confermare le proprie credenziali, i dati del proprio conto corrente o, addirittura, di disporre (con estrema urgenza) un bonifico.<br><br>Sono tutte richieste &#8211; seppur legittime &#8211; che, difficilmente, vengono fatte (davvero) via e-mail.<br><br>Il <strong>tono</strong>: le mail di phishing tendono a mettere fretta, a creare allarme, a fare pressione psicologica.<br><br>Un messaggio urgente (reale), solitamente, non ha questo carattere &#8220;minaccioso&#8221;.<br><br>Gli <strong>errori grammaticali</strong>, che una volta erano un indizio abbastanza affidabile, oggi lo sono molto meno: anche grazie alla diffusione dell’intelligenza artificiale, ormai queste e-mail sono scritte davvero bene!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come difendersi dal phishing, senza illudersi che basti l&#8217;antivirus</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna ammetterlo, non esiste un&#8217;unica soluzione contro il phishing: è una questione di strategia, articolata su più livelli.<br><br>Il primo, e con buone probabilità il più importante, è la <strong>formazione</strong>.<br><br>Come ti ho mostrato in precedenza, il bersaglio di un attacco di phishing non è la macchina ma l’uomo &#8211; e chi attacca tende a sfruttare le nostre “debolezze” e fare leva sulle nostre emozioni.<br><br>Per questo motivo è importante che le persone che quotidianamente utilizzano le postazioni di lavoro (accedendo a internet, ricevendo messaggi di posta elettronica, ecc) siano adeguatamente formate.<br><br>Credimi, non esiste uno strumento informatico in grado di sostituire questo aspetto.<br><br>Il secondo è la <strong>verifica</strong>.<br><br>Non bisogna aver paura di fare una telefonata, una domanda (ai colleghi o al proprio servizio IT) o in ogni caso di fare un controllo in più prima di compiere un’azione.<br><br>Assicurarsi che una mail, un SMS o un qualsiasi messaggio ricevuto all&#8217;interno delle tante piattaforme alle quali siamo connessi è la cosa migliore da fare, sempre.<br><br>Infine, ci sono poi tutte le misure “tecniche” più classiche, come ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’utilizzo di password “robuste”</li>



<li>l’autenticazione a due fattori</li>



<li>l’aggiornamento periodico degli hardware, dei software e dei sistemi operativi</li>



<li>la presenza di un backup (funzionante, per davvero)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">E l&#8217;antivirus?<br><br>L’antivirus è importante, certo, ma solo fino a un certo punto.<br><br>Un buon antivirus è in grado di bloccare siti fraudolenti (noti), malware conosciuti, allegati pericolosi.<br><br>Ma se una persona inserisce &#8211; di propria spontanea volontà &#8211; la password (o i dati della propria carta di credito) all’interno di un sito compromesso, <strong>non c’è antivirus al mondo in grado di difenderci da un attacco di phishing</strong>!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Phishing: cosa rischia (davvero) un&#8217;azienda?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un attacco di phishing va a segno, le conseguenze possono essere davvero pesanti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>furto di credenziali</li>



<li>accesso non autorizzato ai sistemi informatici (postazioni di lavoro, server, ecc)</li>



<li>sottrazione di documenti e dati (personali, sensibili)</li>



<li>ecc</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al danno economico (diretto), pensa anche al danno reputazionale.<br><br>Come cambierebbe l’immagine di un’azienda agli occhi dei propri clienti, nel momento in cui dovessero scoprire che i propri dati personali sono stati sottratti (e magari anche diffusi sul dark web)?<br><br>Non solo.<br><br>In caso di furto di dati, l’azienda sarebbe anche tenuta a notificare il Data Breach al Garante della Privacy (così come previsto dal GDPR)&#8230;<br><br>Come puoi intuire, un (bel) problema che va ben oltre l’aspetto puramente informatico!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ransomware: cos&#8217;è e come difendersi da questa tipologia di attacco informatico</title>
		<link>https://www.enneatechnology.com/ransomware-cose-e-come-difendersi-da-questa-tipologia-di-attacco-informatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Kovarich]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 07:44:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando parliamo di ransomware, capita di inserirlo nello stesso calderone dei classici &#8220;virus informatici&#8221;. Ma nella realtà, si tratta di una minaccia completamente diversa, sia per come funziona sia per le conseguenze (spesso drammatiche) che ne conseguono. Ransomware: non è un virus come gli altri I virus (o malware) classici, quelli a cui siamo maggiormente&#8230;&#160;<div class="read-more-wrapper"><a href="https://www.enneatechnology.com/ransomware-cose-e-come-difendersi-da-questa-tipologia-di-attacco-informatico/" class="button button-primary" rel="bookmark">Leggi tutto »<span class="screen-reader-text">Ransomware: cos&#8217;è e come difendersi da questa tipologia di attacco informatico</span></a></div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quando parliamo di <strong>ransomware</strong>, capita di inserirlo nello stesso calderone dei classici &#8220;virus informatici&#8221;.<br><br>Ma nella realtà, si tratta di una minaccia completamente diversa, sia per come funziona sia per le conseguenze (spesso drammatiche) che ne conseguono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ransomware: non è un virus come gli altri</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I virus (o malware) classici, quelli a cui siamo maggiormente soliti pensare, nella maggior parte dei casi producono un danno fine a se stesso: rallentano il computer, corrompono qualche file…<br><br>In linea di massima, creano qualche fastidio che il più delle volte si risolve facilmente.<br><br>Nella peggiore delle ipotesi, si procede con la formattazione della postazione di lavoro e tutto torna come prima.<br><br>Un attacco informatico di tipo ransomware, invece, è tutt’altra cosa.<br><br>L’obiettivo di un ransomware non è semplicemente danneggiare un singolo computer, ma mettere fuori uso il più alto numero di postazioni collegate all’interno di una rete…<br><br>Cifrare i dati…<br><br>Rendere inutilizzabili i dispositivi colpiti…<br><br>E, alla fine, chiedere un riscatto per ripristinare il tutto.<br><br>Non a caso, <strong>il nome di questo attacco informatico deriva proprio dall&#8217;inglese <em>ransom</em>, riscatto</strong>.<br><br>L’arrivo di questa “nuova” tipologia di minacce è stata una grande svolta nel mondo del cybercrimine.<br><br>Si è passati da virus &#8220;fini a se stessi&#8221;, ideati solo per creare un danno (o un disturbo), a strumenti con uno scopo ben preciso e con risvolti economici.<br><br>Non più quindi semplice “vandalismo digitale”, ma una vera e propria estorsione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ransomware: alcuni esempi di aziende vittime di questo tipo di attacchi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli attacchi informatici di tipo ransomware sono ormai così frequenti &#8211; e gravi &#8211; da occupare le prime pagine delle delle testate giornalistiche, non solo su quelle specializzate in tecnologia.<br><br>Basta cercare “<strong>esempi di attacchi ransomware</strong>” su Google per trovare decine e decine di notizie a riguardo.<br><br>Quello che di recente mi ha incuriosito maggiormente è legato all’azienda italiana “Synlab Italia”, un laboratorio di analisi mediche colpito appunto da un attacco ransomware nel corso del 2024.<br><br>L&#8217;azienda, in seguito all’attacco ransomware, è stata costretta a fermare completamente non solo i propri sistemi informatici, ma anche i laboratori ed i punti prelievo.<br><br>Tutto completamente bloccato, azienda paralizzata.<br><br>Non solo…<br><br>Gli aggressori, oltre a cifrare i sistemi, avevano anche sottratto dei dati (prima di cifrarli) &#8211; la cosiddetta doppia estorsione: se non sei disposto a pagare per ripristinare i sistemi informatici, pagherai per evitare che i tuoi dati vengano resi pubblici.<br><br>Synlab ha scelto di non pagare, e infatti dopo poche ore un’infinità di dati sono poi stati pubblicati sul dark web.<br><br>E’ importante ricordare che dietro questa tipologia di attacchi informatici, nella stragrande maggioranza dei casi, non c&#8217;è un singolo hacker che lavora al buio nella propria stanzetta.<br><br>Dietro attacchi ransomware ci sono ma vere e proprie organizzazioni criminali strutturate, con un modello di business ben preciso.<br><br>Bloccare i sistemi informatici di un’azienda significa bloccare l’operatività (produzione, distribuzione, vendite), ed è proprio questa la leva usata per ottenere il riscatto.<br><br>Un backup (sicuro), in uno scenario simile, resta una delle armi più potenti che abbiamo a disposizione per difenderci.<br><br>Ma ad una condizione ben precisa (e fondamentale): deve essere scollegato dalla rete aziendale.<br><br>Un backup raggiungibile dalla rete rischia infatti di essere cifrato insieme alle altre postazioni, diventando di fatto inutile proprio nel momento in cui servirebbe di più.<br><br>Anche un backup &#8220;in cloud&#8221; può essere violato, se chi ci attacca riesce a impossessarsi delle credenziali che consentono di accederci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come parte (e come si diffonde) un attacco informatico di tipo ransomware</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda che ci fanno più spesso è: ma come fanno ad entrare all’interno della nostra rete aziendale?<br><br>La risposta, nella maggior parte dei casi, è più banale di quanto si possa pensare: il phishing.<br><br>Una mail ben costruita, un allegato malevolo, un link, una falsa fattura, una finta richiesta di accesso a un portale come Microsoft 365…<br><br>Basta che qualcuno all’interno della rete abbocchi, ed il gioco è fatto.<br><br>Anche con una configurazione tecnica corretta, una mail di phishing ben fatta può comunque passare i filtri.<br><br>Ed è proprio per questo motivo che l&#8217;attenzione delle persone che lavorano all’interno dell’azienda resta un elemento imprescindibile, non un &#8220;di più&#8221;.<br><br>E’ importante specificare che nella maggior parte degli attacchi ransomware, il primo computer compromesso non è necessariamente quello da cui parte la cifratura di tutti i dispositivi collegati alla rete aziendale.<br><br>Una volta ottenuto il primo accesso, senza dare nell’occhio l&#8217;attaccante tenterà di capire:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>su quale postazione di lavoro si trova</li>



<li>quali sono le altre postazioni collegate alla rete aziendale</li>



<li>quali sono i sistemi operativi</li>



<li>quali sono gli account con privilegi amministrativi</li>



<li>ecc</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">E una volta ottenute le credenziali amministrative, sarà in grado di raggiungere progressivamente altri computer, i server e tutte le risorse condivise.<br><br>È un po&#8217; come entrare all’interno di un edificio bypassando i primi controlli: una volta dentro, saremo liberi di girare (quasi) inosservati.<br><br>Il motivo per cui un attacco di tipo ransomware può diventare rapidamente un enorme problema credo quindi sia chiaro.<br><br>Questa tipologia di attacchi informatici non si limita a mettere fuori uso una singola postazione.<br><br>Chi ci attacca, una volta all’interno della rete aziendale, sarà libero di muoversi tra le diverse postazioni di lavoro, arrivando fino a quelle più importanti (come i server o i sistemi di backup).<br><br>E (solo) a quel punto arriverà la fase più importante &#8211; ed evidente &#8211; dell’attacco.<br><br>Le postazioni saranno inutilizzabili e i dati cifrati.<br><br>Documenti e software che non si aprono più, e sui computer un bel messaggio con la richiesta di riscatto!<br><br>Spero tu capisca il motivo per cui la sicurezza informatica di un’azienda non possa essere affidata ad un singolo strumento.<br><br>Antivirus, backup, firewall, aggiornamenti, autenticazione a più fattori e formazione del personale…<br><br>Ognuno di questi gioca ha un ruolo diverso.<br><br>Se una delle difese viene superata, le altre devono essere (immediatamente) in grado di limitare i danni e impedire che un singolo incidente possa trasformarsi nella paralisi totale dei sistemi informatici aziendali.<br><br>Per questo motivo, quando si parla di protezione dal ransomware, non si tratta semplicemente di &#8220;installare un buon antivirus&#8221;.<br><br>Ma della costruzione di una protezione fondata su più livelli, così che un errore umano, una password rubata o una vulnerabilità non siano sufficienti, da soli, a mettere in ginocchio l’intera rete aziendale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa fare in caso di attacco ransomware?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se un attacco informatico di tipo ransomware colpisce davvero, la cosa più importante è NON farsi prendere dal panico (e, soprattutto, non improvvisare).<br><br>Il primo passo è isolare le postazioni di lavoro compromesse, in modo che un PC infetto non diventi un veicolo per propagare l&#8217;attacco verso altri dispositivi.<br><br>È importante anche non cancellare le tracce: i log, per quanto possa sembrare controintuitivo, vanno preservati (perché saranno fondamentali per ricostruire come è avvenuto l&#8217;accesso e come si è propagato l&#8217;attacco).<br><br>A questo punto diventa estremamente importante coinvolgere il personale IT esperto, così da gestire l&#8217;emergenza in maniera strutturata e valutare con attenzione l&#8217;estensione reale del danno.<br><br>Tutte le postazioni (in particolare i server) dovranno essere verificati, perché un accesso &#8220;silente&#8221; può passare inosservato a lungo.<br><br>E poi, bisognerà capire se, oltre alla cifratura dei dati (e quali dati), ci sia stata esfiltrazione.<br><br>Un&#8217;analisi dei log può aiutare a capire se, prima di cifrare il tutto, l&#8217;attaccante abbia trasferito dei dati verso l’esterno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i segnali tipici di un attacco ransomware?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono alcuni campanelli d&#8217;allarme piuttosto tipici.<br><br>Il più evidente è il cambio di estensione dei file: i documenti cifrati diventano improvvisamente illeggibili, con estensioni che non vengono più riconosciute dal sistema.<br><br>Spesso, nella stessa cartella dei file cifrati, compare anche un file di testo con la richiesta di riscatto.<br><br>Altri segnali da tenere d&#8217;occhio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rallentamenti anomali della postazione di lavoro</li>



<li>comportamenti sospetti segnalati dall&#8217;antivirus</li>



<li>comparsa di account amministrativi (che nessuno ricorda di aver creato)</li>



<li>login insoliti o accessi da località geografiche fuori dall’ordinario</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, se nessuno accede mai dall’estero e improvvisamente compare un login dalla Corea del Nord… è ragionevole iniziare a preoccuparsi!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come rimuovere un ransomware da un dispositivo attaccato?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il ransomware non è il “classico” virus che un antivirus può riconoscere (ed eliminare).<br><br>Non si &#8220;inietta&#8221; nel sistema operativo come un file infetto tradizionale: è, di fatto, un comportamento di cifratura.<br><br>Per questo non basta una scansione antivirus per risolvere il problema.<br><br>Se un PC o un server sono stati compromessi, il percorso corretto passa per l&#8217;isolamento del sistema, l&#8217;analisi di quanto accaduto, la reinstallazione completa del sistema operativo e il ripristino dei dati da backup puliti.<br><br>Nella pratica, quasi sempre la scelta migliore è formattare, reinstallare, aggiornare tutto e ripristinare i dati in sicurezza: un sistema violato difficilmente potrà essere considerato affidabile di nuovo così com&#8217;è.<br><br>Ed è fondamentale verificare che l&#8217;attaccante non abbia lasciato meccanismi di persistenza (una sorta di &#8220;porta sul retro&#8221;) così da poter rientrare in futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esistono Antivirus in grado di difenderci da un attacco ransomware?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Difficile rispondere a questa domanda con un semplice Sì o No.<br><br>Gli antivirus &#8220;vecchio stile&#8221; lavorano per firme: possiedono un catalogo di minacce conosciute e, se un file corrisponde a una di queste, lo bloccano.<br><br>Il problema è che il ransomware, come descritto in precedenza, non è un “file” facilmente riconoscibile in questo modo.<br><br>Per questo motivo servono strumenti di tipo <strong>EDR (Endpoint Detection and Response)</strong> che non si limitano a confrontare i file con un catalogo, ma osservano il comportamento: capiscono se un dispositivo sta facendo qualcosa di anomalo rispetto al suo utilizzo normale &#8211; e intervengono di conseguenza.<br><br>Se qualcuno entra all’interno della rete con una username e una password legittimi,non c&#8217;è nessun &#8220;virus&#8221; da bloccare.<br><br>Ed è proprio qui che un EDR è in grado di fare la differenza rispetto ad un antivirus tradizionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è il modo più sicuro per proteggersi dal ransomware e prevenire eventuali attacchi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se un&#8217;azienda ci chiedesse &#8220;cosa devo fare per ridurre al minimo il rischio ransomware?&#8221;, la risposta non è mai una singola azione, ma un insieme di livelli di protezione che lavorano insieme.<br><br>Il <strong>backup</strong>, prima di tutto.<br><br>Ma non basta che il backup sia presente: deve essere testato, documentato, e deve garantire tempi di ripristino compatibili con quello che un’azienda possa sostenere.<br><br>Fermare un&#8217;azienda per 48 ore, ad un esempio, può essere del tutto inaccettabile.<br><br>I backup devono essere automatici (non fatti quando “qualcuno si ricorda di farli”), monitorati, in più copie &#8211; e almeno una copia deve restare offline e isolata.<br><br>Serve anche una retention configurata correttamente, così da poter recuperare un file cancellato (anche per errore) dopo un determinato periodo di tempo.<br><br>Ed infine, cosa troppo spesso trascurata, i backup devono essere testati con ripristini periodici: un backup mai ripristinato non è un backup, è una speranza.<br><br>Eseguire almeno uno o due test di ripristino l&#8217;anno dovrebbe essere la prassi corretta.<br><br><strong>L&#8217;MFA, l&#8217;autenticazione a più fattori, è un secondo livello di protezione fondamentale</strong>.<br><br>L&#8217;accesso alle postazioni non dipenderà più solo da username e password, ma richiederà anche un secondo elemento (un token, un codice via app, e-mail o sms, ecc).<br><br>La <strong>gestione degli aggiornamenti</strong> è altrettanto cruciale.<br><br>Le vulnerabilità su dispositivi e sistemi operativi escono continuamente, e servono processi (non improvvisazione) per sapere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>quali sono i dispositivi collegati alla rete aziendale</li>



<li>quali sono i software installati</li>



<li>quali sono le principali vulnerabilità che riguardano quali dispositivi e software</li>



<li>quali sono i sistemi sono esposti su internet e quali patch eventualmente ancora mancano</li>



<li>ecc</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un <strong>EDR</strong> aggiunge un livello di protezione comportamentale che un antivirus tradizionale non può offrire.<br><br>Il principio del privilegio minimo è un altro tassello spesso sottovalutato, soprattutto nelle realtà più piccole.<br><br>Se ogni utente è amministratore del proprio PC, un attaccante che compromette quell&#8217;utente eredita anche i suoi privilegi (e più privilegi ha, più danni può causare sia su una singola postazione che all’interno della rete aziendale).<br><br>La <strong>segmentazione della rete</strong> aiuta a isolare ciò che non deve avere pieno accesso.<br><br>Una rete guest, per esempio, non dovrebbe mai coincidere con la rete aziendale &#8211; perché un dispositivo esterno di cui non abbiamo controllo non deve poter &#8220;vedere&#8221; infrastruttura interna.<br><br>E infine, forse il punto più importante di tutti: la <strong>formazione</strong> delle persone.<br><br>È diventato quasi un luogo comune dire che l&#8217;anello debole è l&#8217;essere umano, ma è la verità!<br><br>Ci sono segnali che nessun antivirus o filtro anti-spam è in grado di riconoscere.<br><br>Se un attaccante scrive da un normale account Gmail, per il sistema anti-spam sarà una mail legittima, perché Gmail è un dominio reale.<br><br>E solo la persona che riceverà il messaggio saprà distinguere un contenuto veritiero da uno ingannevole &#8211; e solo una formazione (adeguata) può metterla nelle condizioni di saperlo fare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come difendersi da un attacco ransomware?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dispiace ammetterlo, ma è impossibile ridurre il rischio allo 0.<br><br>È impossibile garantire al 100% che un&#8217;azienda non venga mai colpita da un ransomware.<br><br>Onestamente, nessuno può prometterlo.<br><br>Quello che possiamo fare, però, è avvicinarci il più possibile allo 0 (o, in ogni caso, impedire che un attacco possa paralizzare l’intera azienda, rendendo il lavoro dell&#8217;attaccante così costoso e complicato).<br><br>Il punto di partenza non è quindi progettare la sicurezza aziendale pensando che un attacco informatico di qualsiasi tipologia &#8220;a noi, non capiterà mai&#8221;.<br><br>Al contrario, bisogna partire dal presupposto che, <strong>prima o poi, qualcuno proverà ad attaccarci</strong>.<br><br>E la domanda che dobbiamo farci non è quando o se succederà, ma SE e COME saremo in grado di accorgercene in tempo e rispondere all’attacco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Firewall umano: cos&#8217;è, perché è importante (ed alcuni esempi)</title>
		<link>https://www.enneatechnology.com/il-firewall-umano-la-prima-linea-di-difesa-nella-sicurezza-informatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 18:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.enneatechnology.com/?p=3401</guid>

					<description><![CDATA[Quando si parla di sicurezza informatica, il pensiero corre quasi sempre alla tecnologia: firewall, antivirus, sistemi di rilevamento delle minacce, ecc. Eppure, uno degli elementi più importanti &#8211; e decisivi &#8211; nella protezione di un&#8217;azienda (e dei dati custoditi al proprio interno) non è un software o un dispositivo, come si potrebbe immaginare, ma le&#8230;&#160;<div class="read-more-wrapper"><a href="https://www.enneatechnology.com/il-firewall-umano-la-prima-linea-di-difesa-nella-sicurezza-informatica/" class="button button-primary" rel="bookmark">Leggi tutto »<span class="screen-reader-text">Firewall umano: cos&#8217;è, perché è importante (ed alcuni esempi)</span></a></div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di <a href="/sicurezza-informatica/" data-type="link" data-id="/sicurezza-informatica/">sicurezza informatica</a>, il pensiero corre quasi sempre alla tecnologia: firewall, antivirus, sistemi di rilevamento delle minacce, ecc.<br><br>Eppure, uno degli elementi più importanti &#8211; e decisivi &#8211; nella protezione di un&#8217;azienda (e dei dati custoditi al proprio interno) non è un software o un dispositivo, come si potrebbe immaginare, ma le persone.<br><br>Persone che, ogni giorno, accedono ai dispositivi collegati alla rete aziendale e vengono a contatto con un numero sempre più alto di attacchi informatici.<br><br>Ed è proprio da qui che che nasce il concetto di &#8220;<strong>firewall umano</strong>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Firewall umano: significato</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il firewall umano è, in un certo senso, l&#8217;insieme delle persone che lavorano all’interno di un’azienda e che, con i loro comportamenti quotidiani, diventano la prima barriera di difesa contro eventuali attacchi (phishing, ransomware, ecc) &#8211; prima ancora che entri in gioco qualsiasi misura di difesa prettamente tecnologica.<br><br>Il firewall umano non è quindi una figura specifica o un “ruolo” ben delineato.<br><br>Ogni persona che presta servizio all’interno dell’azienda in grado di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>riconoscere un&#8217;email sospetta</li>



<li>evitare il collegamento di chiavette USB di origine ignota</li>



<li>evitare comportamenti (e click) maldestri durante la navigazione</li>



<li>segnalare tempestivamente qualsiasi comportamento anomalo</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sta a tutti gli effetti agendo da “<strong>firewall umano</strong>” &#8211; il più delle volte anche senza rendersene conto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Firewall umano vs firewall &#8220;tradizionale&#8221;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un firewall tradizionale è un sistema che filtra il traffico di rete sulla base di regole predefinite.<br><br>Questo significa che è in grado di bloccare tutto ciò che riconosce come pericoloso, lasciando invece passare che ritiene legittimo.<br><br>Funziona bene, ma ha un limite intrinseco: agisce solo su ciò che è già stato codificato “come minaccia”.<br><br>Il <strong>firewall umano</strong> lavora in modo diverso.<br><br>Infatti, una persona (adeguatamente) formata è in grado di cogliere segnali di contesto che nessun sistema automatico può ad oggi intercettare</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il tono (insolito) di una e-mail apparentemente scritta da parte di un collega</li>



<li>una richiesta di pagamento (troppo) urgente</li>



<li>una particolare richiesta fatta da un fornitore</li>



<li>ecc</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sono dettagli che una macchina non è (ancora) in grado di valutare, ma che un occhio allenato riconosce quasi istintivamente.<br><br>Proprio per questo motivo, questi due livelli di difesa all’interno di un’azienda non sono alternativi ma complementari.<br><br>La tecnologia riduce il rumore e blocca gran parte delle minacce (già note).<br><br>Le persone intervengono dove la tecnologia, da sola, non basta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Firewall umano: 4 regole per mantenere un livello di sicurezza informatica &#8220;il più alto possibile&#8221;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Affinché il livello di sicurezza informatica aziendale possa definirsi “il più alto possibile”, è importante partire da questi 4 princìpi a nostro avviso fondamentali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>(1) Saper riconoscere i principali attacchi informatici (phishing, ransomware e social engineering)</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>phishing</strong> resta una delle minacce più diffuse. Alcuni segnali a cui prestare particolare attenzione sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>mittenti sconosciuti, o nomi molto simili a indirizzi e-mail legittimi (spesso sono solo pochi caratteri all’interno del mittente a trarre in inganno)</li>



<li>presenza di link sospetti &#8211; e che in realtà conducono su pagine solamente molto simili a quelle reali (per questo motivo è estremamente importante verificare sempre la URL di destinazione prima di cliccare)</li>



<li>allegati sospetti (in particolare file .exe, .zip) o documenti pdf che non ci si aspettava di ricevere</li>



<li>richieste particolarmente urgenti (per l’inserimento di credenziali, dati delle carte di credito, ecc)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>ransomware</strong> il più delle volte arriva proprio attraverso un&#8217;email di phishing (riuscita) o tramite un allegato infetto: una volta eseguito, il codice malevolo contenuto al suo interno inizierà a provocare dei danni (dalla cifratura di una singola postazione alla cifratura di tutte le postazioni presenti all’interno della rete azienda, server compresi).<br><br>Questa tipologia di attacco spesso è accompagnata, nelle ore successive, da una richiesta (economica) di riscatto.<br><br>La prevenzione da questa tipologia di attacchi informatici, passa quasi sempre dagli stessi comportamenti che bloccano il phishing a monte.<br><br>Il <strong>social engineering</strong>, infine, punta a manipolare le persone più che i sistemi.<br><br>Chi lo mette in atto può fingersi un collega, un fornitore o un cliente con l’obiettivo di ottenere l’accesso a informazioni riservate.<br><br>Per difendersi da questa tipologia di attacchi, è più che importante:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>non condividere informazioni sensibili con persone (non verificate)</li>



<li>verificare sempre l&#8217;identità di chi richiede dati aziendali, anche quando la richiesta sembra legittima</li>



<li>evitare di pubblicare sui social dettagli lavorativi che potrebbero essere usati per architettare un attacco mirato</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni caso, se un messaggio, un&#8217;email o una richiesta di qualsiasi tipo (anche telefonica) sembrano sospette, anziché interagire direttamente, la cosa migliore da fare è SEMPRE quella di contattare il proprio reparto IT.<br><br>Così da essere certi di non combinare guai.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>(2) Creare password &#8220;sicure&#8221; &#8211; e custodirle nella maniera corretta</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le password deboli o riutilizzate su più account restano tra le vulnerabilità più (ancora oggi!) sfruttate.<br><br>Alcune semplici consigli per creare password “più sicure” sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>usare password lunghe (almeno 12 caratteri) e complesse</li>



<li>evitare informazioni personali facilmente indovinabili (o reperibili in rete), come ad esempio nome e data di nascita (propri, dei propri figli o dei propri animali)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">E in più:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>attivare l&#8217;autenticazione a due fattori (2FA) ovunque sia possibile</li>



<li>affidarsi a un password manager per generare e conservare le credenziali, invece di scriverle su un foglio o riusarle ovunque</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>(3) Proteggere le postazioni di lavoro (e i server)</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni dispositivo presente all’interno della rete aziendale (dalla singola postazione, fino ai server centrali) rappresenta un potenziale punto di ingresso per un attacco informatico.<br><br>Ecco alcune (semplici) accortezze, spesso trascurate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>bloccare sempre la postazione di lavoro (computer o server) quando ci si allontana</li>



<li>non inserire mai chiavette USB di provenienza sconosciuta</li>



<li>mantenere sempre aggiornati software, sistema operativi e firmware</li>



<li>evitare di collegarsi a reti Wi-Fi pubbliche senza una VPN</li>



<li>limitare l&#8217;accesso fisico e remoto ai server solo a chi ne ha effettivamente bisogno</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>(4) Formazione continua e cultura della sicurezza informatica</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza informatica non è un “qualcosa” che si possa concludere in una certa data, ma un processo (di evoluzione) continuo.<br><br>Le aziende che alzano &#8220;al massimo&#8221; il livello di sicurezza informatica, infatti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>organizzano sessioni di formazione periodiche, non un unico corso (magari base) &#8220;una tantum&#8221;</li>



<li>simulano attacchi di phishing per verificare quanto il personale sia davvero preparato, non solo sulla carta</li>



<li>incoraggiano una comunicazione aperta, così che nel momento in cui una persona nota qualcosa di sospetto si senta libera di segnalarlo senza il timore di essere giudicata</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esempi (pratici) di firewall umano</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria aiuta, ma è nella pratica che si vede se il firewall umano funziona davvero.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Un&#8217;assistente amministrativa riceve un&#8217;email che sembra provenire dal CEO, con una richiesta urgente di bonifico. Nota che il dominio del mittente è leggermente diverso da quello aziendale e, invece di procedere, chiama direttamente il CEO per verificare. Ha appena bloccato una truffa CEO fraud!</li>



<li>Un tecnico trova una chiavetta USB abbandonata nel parcheggio dell&#8217;azienda. Invece di collegarla al computer per curiosità (anche semplicemente per capire di chi sia) la consegna all&#8217;IT. Quella chiavetta, come si è verificato diverse volte in passato, è stata pensata proprio per essere trovata (e inserita!)</li>



<li>Un dipendente riceve una telefonata da qualcuno che si presenta come &#8220;supporto Microsoft&#8221; e chiede accesso remoto al computer per risolvere un problema urgente. Non essendo una procedura prevista in azienda, il dipendente (preparato) rifiuta e segnala l&#8217;accaduto</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In tutti e tre i casi, non è stata la tecnologia a fare la differenza, ma una persona che ha riconosciuto un “qualcosa” di sospetto (perché era stata messa nelle condizioni di saperlo riconoscere).<br><br>Ed è proprio questo il punto: il firewall umano non nasce spontaneamente, si costruisce (nel tempo) attraverso una formazione (adeguata) di tutte le persone che lavorano all’interno dell’azienda.<br><br>Perchè è (anche) da loro che, oggi, passa la sicurezza informatica &#8211; dei dati e delle informazioni custodite all’interno di un’azienda.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quishing: la nuova minaccia dei QR code e come proteggere i tuoi dati</title>
		<link>https://www.enneatechnology.com/quishing-minaccia-qr-code-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 09:23:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.enneatechnology.com/?p=3501</guid>

					<description><![CDATA[🛑 Attenzione al Quishing: quando anche un QR Code può essere una trappola Nel mondo digitale di oggi, i QR code sono ovunque: menu nei ristoranti, biglietti per eventi, campagne pubblicitarie, persino documenti aziendali. Ma ciò che sembra un semplice quadratino innocuo può nascondere un pericolo sempre più diffuso: il quishing. ❓ Cos&#8217;è il Quishing?&#8230;&#160;<div class="read-more-wrapper"><a href="https://www.enneatechnology.com/quishing-minaccia-qr-code-sicurezza/" class="button button-primary" rel="bookmark">Leggi tutto »<span class="screen-reader-text">Quishing: la nuova minaccia dei QR code e come proteggere i tuoi dati</span></a></div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f6d1.png" alt="🛑" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Attenzione al Quishing: quando anche un QR Code può essere una trappola</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo digitale di oggi, i QR code sono ovunque: menu nei ristoranti, biglietti per eventi, campagne pubblicitarie, persino documenti aziendali. Ma ciò che sembra un semplice quadratino innocuo può nascondere un pericolo sempre più diffuso: il <strong>quishing</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2753.png" alt="❓" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Cos&#8217;è il Quishing?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il termine &#8220;quishing&#8221; nasce dalla fusione tra <strong>QR code</strong> e <strong>phishing</strong>. Si tratta di una tecnica di attacco informatico in cui viene utilizzato un QR code fraudolento per <strong>indurre l’utente a compiere un’azione pericolosa</strong>, come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Inserire le proprie credenziali su un sito falso</li>



<li>Scaricare malware o spyware</li>



<li>Concedere accessi non autorizzati a dati personali o aziendali</li>



<li>Effettuare inconsapevolmente operazioni bancarie</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26a0.png" alt="⚠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Cosa succede se scansiono un QR malevolo?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un QR fraudolento può portarti a una <strong>pagina web clonata</strong>, graficamente identica a quella originale, per rubare le credenziali di accesso. In un contesto aziendale, le conseguenze possono essere gravi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Furto di account e identità digitali</li>



<li>Accesso a sistemi aziendali protetti</li>



<li>Installazione di ransomware nella rete interna</li>



<li>Violazione di dati riservati o protetti dal GDPR</li>



<li>Impatti economici e danni alla reputazione</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f6e1.png" alt="🛡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Come proteggersi dal Quishing</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco le principali strategie di difesa:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Controlla sempre la fonte del QR code</strong><br>Non scansionare QR da fonti sconosciute o contesti non ufficiali (volantini, email sospette, adesivi su muri o dispositivi pubblici).</li>



<li><strong>Verifica sempre l’URL prima di aprirlo</strong><br>Dopo la scansione, guarda bene l’indirizzo web. Anche una piccola variazione può indicare un sito fasullo.</li>



<li><strong>Usa scanner che mostrano l’anteprima dell’URL</strong><br>Alcune app ti permettono di vedere dove punta il QR prima di aprire il link: sfrutta questa funzionalità.</li>



<li><strong>Non inserire credenziali se hai dubbi</strong><br>Se dopo una scansione ti viene chiesto un login, fermati: verifica che il sito sia autentico.</li>



<li><strong>Educa il personale</strong><br>La formazione alla <strong>cyber awareness</strong> è la migliore prevenzione. Ogni dipendente deve sapere cos&#8217;è il quishing e come reagire.</li>



<li><strong>Segnala ogni comportamento sospetto</strong><br>Se ricevi un QR dubbio, segnalalo subito al reparto IT o alla sicurezza informatica.</li>
</ol>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f510.png" alt="🔐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Conclusione</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il quishing è una minaccia silenziosa ma efficace. L&#8217;abitudine a scansionare senza pensare può avere gravi conseguenze per la sicurezza aziendale. Per questo, serve <strong>consapevolezza, attenzione e prevenzione</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">In caso di dubbi o per segnalare un QR sospetto, contatta il nostro team IT o scrivi a info@enneatechnology.com</p>
</blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f50e.png" alt="🔎" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Vuoi sapere se la tua azienda è pronta a fronteggiare queste minacce?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Richiedi subito una valutazione gratuita del rischio informatico interno. <a href="https://www.enneatechnology.com/contatti/" data-type="page" data-id="38"><strong>[</strong>Contattaci ->>]</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come capire se la tua azienda ha bisogno di un servizio IT gestito: 6 segnali da non ignorare</title>
		<link>https://www.enneatechnology.com/servizi-it-gestiti-quando-servono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 08:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.enneatechnology.com/?p=3460</guid>

					<description><![CDATA[Negli ultimi anni, sempre più aziende stanno abbandonando il modello reattivo del supporto tecnico per abbracciare un approccio strategico e proattivo alla gestione della tecnologia: i servizi IT gestiti (o Managed IT Services). Ma come capire se la tua azienda è pronta a fare questo passo? Quando il supporto IT tradizionale non basta più, affidarsi&#8230;&#160;<div class="read-more-wrapper"><a href="https://www.enneatechnology.com/servizi-it-gestiti-quando-servono/" class="button button-primary" rel="bookmark">Leggi tutto »<span class="screen-reader-text">Come capire se la tua azienda ha bisogno di un servizio IT gestito: 6 segnali da non ignorare</span></a></div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, sempre più aziende stanno abbandonando il modello reattivo del supporto tecnico per abbracciare un approccio strategico e proattivo alla gestione della tecnologia: <strong>i servizi IT gestiti</strong> (o <em>Managed IT Services</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come capire se la tua azienda è pronta a fare questo passo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando il supporto IT tradizionale non basta più, affidarsi a un Managed Service Provider (MSP) può fare davvero la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo, ti mostriamo <strong>6 segnali chiave</strong> che indicano che è il momento giusto per valutare questa soluzione.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">1. I tempi di risposta IT sono lenti e manca la responsabilità</h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">I tempi di inattività della rete costano caro. Secondo Gartner, anche solo poche ore possono significare <strong>decine di migliaia di euro persi</strong> per un’azienda di medie dimensioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se noti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ritardi nel supporto tecnico</li>



<li>Mancanza di tracciamento delle performance</li>



<li>Assenza di SLA (Service Level Agreement)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">… probabilmente è il momento di affidarti a un MSP, che può garantirti uptime superiori al 99%.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">2. Il costo di un team IT interno è troppo elevato</h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un solo tecnico IT esperto può costare oltre <strong>70.000 € all’anno</strong>, senza contare benefit, formazione e ferie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un MSP ti consente di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ridurre i costi fissi</li>



<li>Accedere a un team completo con competenze avanzate</li>



<li>Scalare i servizi in base alle esigenze</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">3. Gestire l’IT internamente è complicato</h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza un responsabile IT interno esperto, è difficile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Definire carichi di lavoro sostenibili</li>



<li>Coordinare i tecnici con il resto dell’azienda</li>



<li>Allineare l’IT con gli obiettivi di business</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un MSP offre team specializzati e una gestione centralizzata, per farti dormire sonni tranquilli.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">4. Il tuo team interno fatica a gestire i progetti</h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando serve:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Migrare un server</li>



<li>Aggiornare software critici</li>



<li>Implementare nuove soluzioni cloud</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">… il tuo team interno spesso non ha tempo né competenze per farlo in modo efficiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un MSP può occuparsi <strong>dell&#8217;intero ciclo di vita del progetto</strong>, senza interrompere l’operatività quotidiana.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">5. La cybersecurity è una preoccupazione costante</h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Minacce informatiche, normative, GDPR… la sicurezza informatica oggi è <strong>una priorità, non un&#8217;opzione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un MSP può:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Progettare una strategia di cybersecurity su misura</li>



<li>Monitorare i sistemi 24/7</li>



<li>Formare il tuo staff</li>



<li>Rispondere rapidamente agli incidenti</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo con <strong>costi prevedibili e trasparenti</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">6. Il turnover del personale IT crea instabilità</h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un tecnico se ne va, perdi competenze e conoscenza aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con un MSP, invece:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Hai accesso continuo a competenze aggiornate</li>



<li>Non devi preoccuparti di assunzioni o formazione</li>



<li>Ottieni un servizio stabile e scalabile</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4a1.png" alt="💡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Conclusione</h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se anche solo uno di questi segnali ti sembra familiare, è probabile che la tua azienda abbia <strong>superato il supporto IT tradizionale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un servizio IT gestito può offrirti:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Stabilità<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Sicurezza<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Efficienza<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Crescita tecnologica senza stress</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4de.png" alt="📞" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Vuoi scoprire se il nostro servizio MSP è adatto alla tua azienda?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Contattaci oggi stesso per una <strong>consulenza gratuita e senza impegno</strong>. Analizzeremo la tua infrastruttura IT e ti guideremo verso la soluzione più efficace per il tuo business.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong><a href="https://www.enneatechnology.com/contatti">Scrivici via email</a></strong><br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong><a href="https://www.enneatechnology.com/servizi-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scopri tutti i nostri servizi</a></strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attacchi Informatici: Cosa Sono e Perché Dovrebbero Preoccuparti (Anche Se Non Sei un Esperto di Informatica)</title>
		<link>https://www.enneatechnology.com/attacchi-informatici-cosa-sono-e-perche-dovrebbero-preoccuparti-anche-se-non-sei-un-esperto-di-informatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 13:25:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.enneatechnology.com/?p=3425</guid>

					<description><![CDATA[Nell’immaginario collettivo, gli attacchi informatici sembrano usciti da un film: hacker con cappucci neri davanti a schermi pieni di codici verdi. La realtà, però, è molto diversa — e molto più vicina a noi di quanto pensiamo. Oggi basta cliccare su un link sbagliato o usare una password troppo semplice per mettere a rischio non&#8230;&#160;<div class="read-more-wrapper"><a href="https://www.enneatechnology.com/attacchi-informatici-cosa-sono-e-perche-dovrebbero-preoccuparti-anche-se-non-sei-un-esperto-di-informatica/" class="button button-primary" rel="bookmark">Leggi tutto »<span class="screen-reader-text">Attacchi Informatici: Cosa Sono e Perché Dovrebbero Preoccuparti (Anche Se Non Sei un Esperto di Informatica)</span></a></div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nell’immaginario collettivo, gli attacchi informatici sembrano usciti da un film: hacker con cappucci neri davanti a schermi pieni di codici verdi. La realtà, però, è molto diversa — e molto più vicina a noi di quanto pensiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi basta cliccare su un link sbagliato o usare una password troppo semplice per mettere a rischio non solo il proprio computer, ma anche la rete aziendale e, di conseguenza, l’intero business.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo insieme alcuni casi reali di attacchi informatici e come scenari simili potrebbero colpire anche te.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f510.png" alt="🔐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Caso #1 — Attacco alla Colonial Pipeline (USA, 2021)</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei più gravi attacchi ransomware negli Stati Uniti ha coinvolto la Colonial Pipeline. Il vettore di accesso iniziale è stato:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Un account VPN compromesso.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa è successo:</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Gli attaccanti, del gruppo <strong>DarkSide</strong> (ransomware-as-a-service), hanno ottenuto accesso a un account VPN aziendale <strong>non più in uso ma ancora attivo</strong>.<br></li>



<li><strong>Assenza di autenticazione a più fattori (MFA)</strong>: l’account era protetto solo da una password.<br></li>



<li>La <strong>password era già trapelata</strong> in un precedente data breach ed era facilmente reperibile sul dark web o tramite servizi come <em>Have I Been Pwned</em>.<br></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cc.png" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> In sintesi:</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Account VPN legittimo ma dimenticato<br></li>



<li><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Nessuna autenticazione multifattore<br></li>



<li><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f513.png" alt="🔓" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Password riutilizzata o già compromessa<br></li>



<li><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9e0.png" alt="🧠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Accesso ottenuto senza malware, solo tramite credenziali rubate<br></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3e5.png" alt="🏥" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Caso #2 — Attacco ai Servizi Sanitari Irlandesi (HSE, 2021)</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel maggio 2021, un attacco ransomware ha colpito l’intero sistema sanitario nazionale irlandese, costringendo a sospendere visite, esami e cure in tutto il Paese.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Vettore di accesso iniziale:</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4e7.png" alt="📧" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Email di phishing con allegato Excel dannoso.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come è avvenuto l’attacco:</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Email di phishing inviate al personale HSE.<br></li>



<li>Un file Excel (.xlsm) con macro malevola è stato aperto da un utente.<br></li>



<li>Una volta abilitate le macro, è stato scaricato <strong>Cobalt Strike Beacon</strong>, un potente strumento usato per il movimento laterale nella rete.<br></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Attacco completato con Ransomware Conti:</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Dopo aver preso il controllo dei sistemi, il gruppo Conti ha cifrato i file, bloccando l’operatività degli ospedali.<br></li>



<li>È stato richiesto un riscatto in Bitcoin, ma il governo ha <strong>rifiutato di pagare</strong>.<br></li>



<li>Successivamente, gli attaccanti hanno rilasciato <strong>gratuitamente la chiave di decrittazione</strong>, probabilmente per la pressione mediatica.<br></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cc.png" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> In sintesi:</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4e7.png" alt="📧" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Phishing → <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4bb.png" alt="💻" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Cobalt Strike → <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f6d1.png" alt="🛑" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ransomware Conti<br></li>



<li><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Nessun MFA o filtro avanzato email<br></li>



<li><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26a0.png" alt="⚠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Segmentazione di rete insufficiente<br></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3db.png" alt="🏛" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Caso #3 — Agenzia Federale USA colpita da LockBit (2022)</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il gruppo LockBit ha compromesso un server governativo attraverso:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f511.png" alt="🔑" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> RDP (Remote Desktop Protocol) esposto con credenziali deboli.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dinamica dell’attacco:</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Gli attaccanti hanno scansionato la rete pubblica alla ricerca di <strong>porte RDP aperte</strong> (porta 3389).<br></li>



<li>Hanno trovato un endpoint RDP accessibile e <strong>senza autenticazione multifattore</strong>.<br></li>



<li>Le credenziali erano deboli o già compromesse e sono state sfruttate con attacchi brute-force.<br></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4a1.png" alt="💡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Cosa Possiamo Imparare da Questi Casi?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se gli attacchi informatici possono sembrare complessi e tecnici, <strong>partono quasi sempre da vulnerabilità semplici</strong> e facilmente evitabili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2757.png" alt="❗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Account dimenticati</strong>, ma ancora attivi<br></li>



<li><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2757.png" alt="❗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Assenza di MFA</strong><strong><br></strong></li>



<li><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2757.png" alt="❗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Email non filtrate</strong> con allegati pericolosi<br></li>



<li><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2757.png" alt="❗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>RDP esposti su internet</strong> senza protezione<br></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Le Buone Pratiche da Applicare Subito</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questi esempi ci ricordano quanto sia <strong>fondamentale rafforzare la sicurezza digitale</strong>, anche con piccoli accorgimenti:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Autenticazione a più fattori (MFA)</strong> su tutti gli accessi critici<br></li>



<li><strong>Sistemi antispam aggiornati</strong> e criteri di sicurezza per le app Office (macro, allegati)<br></li>



<li><strong>Formazione del personale</strong> su phishing e social engineering<br></li>



<li><strong>Mai esporre RDP su internet</strong>, se non con adeguate protezioni (VPN, MFA, whitelisting IP)</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f680.png" alt="🚀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Proteggi Subito la Tua Azienda</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli attacchi informatici non colpiscono solo le grandi aziende o i governi. Anche le piccole e medie imprese sono bersagli quotidiani, spesso perché più vulnerabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non aspettare che sia troppo tardi.</strong><strong><br></strong> Contattaci oggi per una consulenza gratuita: analizzeremo insieme i rischi, le vulnerabilità e le soluzioni più adatte per proteggere la tua infrastruttura IT.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Parla con un nostro esperto di sicurezza informatica</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4e7.png" alt="📧" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> info@enneatechnology.com<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4de.png" alt="📞" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> +393455137407<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> www.enneatechnology.com</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come abbiamo aiutato un&#8217;azienda a riprendersi da un attacco ransomware</title>
		<link>https://www.enneatechnology.com/come-abbiamo-aiutato-unazienda-a-riprendersi-da-un-attacco-ransomware/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AliceEnnea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 16:06:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.enneatechnology.com/?p=3352</guid>

					<description><![CDATA[Immagina di trovarti con tutti i 45 computer desktop spenti in due sedi, un server compromesso e il disco di backup malfunzionante a causa di cluster danneggiati. Poi, ricevi una richiesta di riscatto di 200.000 dollari con la minaccia di non riavere mai più accesso ai tuoi dati. Questa è stata la chiamata di panico&#8230;&#160;<div class="read-more-wrapper"><a href="https://www.enneatechnology.com/come-abbiamo-aiutato-unazienda-a-riprendersi-da-un-attacco-ransomware/" class="button button-primary" rel="bookmark">Leggi tutto »<span class="screen-reader-text">Come abbiamo aiutato un&#8217;azienda a riprendersi da un attacco ransomware</span></a></div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Immagina di trovarti con tutti i 45 computer desktop spenti in due sedi, un server compromesso e il disco di backup malfunzionante a causa di cluster danneggiati. Poi, ricevi una richiesta di riscatto di 200.000 dollari con la minaccia di non riavere mai più accesso ai tuoi dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è stata la chiamata di panico che abbiamo ricevuto da un&#8217;azienda metalmeccanica del Nord Italia. Un attacco del genere avrebbe potuto segnare la fine della loro attività. Fino a quel momento, l’azienda non era nostra cliente e si affidava saltuariamente a un consulente esterno per la gestione IT.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo stati contattati su consiglio di un loro fornitore, già nostro cliente, un venerdì alle 14:00. Da quel momento, abbiamo lavorato senza sosta per tutta la notte, riuscendo a ripristinare i servizi di base nella sede centrale durante il weekend. Lunedì mattina, l&#8217;azienda era operativa con le funzionalità essenziali, e nel giro di una settimana ha recuperato quasi completamente le operazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che è successo è costato tempo e fatica, sicuramente molto più di quanto sarebbe stato necessario per prevenirlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se stai leggendo questo articolo, probabilmente vuoi evitare un attacco ransomware fin dall’inizio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In tal caso, questo caso studio ti aiuterà a capire come potrebbe svolgersi una risposta a un incidente. Inoltre, offriamo una valutazione gratuita per individuare le vulnerabilità attuali della tua infrastruttura IT.<br></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-columns has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-6e81cd72 wp-block-columns-is-layout-flex" style="background-color:#f1f5fa;padding-top:0;padding-bottom:0">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-top:0;padding-bottom:0">
<div style="height:60px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
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<div class="wp-block-columns has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-6e81cd72 wp-block-columns-is-layout-flex" style="background-color:#f1f5fa;padding-top:0;padding-bottom:0">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-top:0;padding-bottom:0;flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2023/08/ennea-technology-logo-trasparente.png" alt="" class="wp-image-2401" style="width:200px"/></figure>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h5 class="wp-block-heading">Se stai leggendo questo articolo, probabilmente vuoi evitare un attacco ransomware fin dall’inizio</h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px">Offriamo una valutazione gratuita per individuare le vulnerabilità attuali della tua infrastruttura IT.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<div class="wp-block-contact-form-7-contact-form-selector">[contact-form-7]</div>
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<div class="wp-block-columns has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-6e81cd72 wp-block-columns-is-layout-flex" style="background-color:#f1f5fa;padding-top:0;padding-bottom:0">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-top:0;padding-bottom:0">
<div style="height:60px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</div>
</div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Risposta rapida: Come posso recuperare da un attacco ransomware?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">La chiave per una gestione efficace è avere un piano di risposta agli incidenti (IRP). Questo piano deve identificare:<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> I membri del team di risposta e i loro ruoli<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Il processo da seguire in caso di attacco<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Le misure di contenimento e ripristino</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non hai un piano, un fornitore qualificato di servizi IT gestiti può aiutarti a limitare i danni, investigare sulle vulnerabilità, ripristinare i dati e migliorare la sicurezza.<br></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Indice dei contenuti</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">1&#x20e3; Come sono entrati gli hacker<br>2&#x20e3; Come abbiamo aiutato un’azienda paralizzata a riprendersi<br>3&#x20e3; Cosa è andato storto per permettere l’attacco<br>4&#x20e3; Come evitare un attacco ransomware<br>5&#x20e3; Come valutare oggi le tue vulnerabilità</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Come sono entrati gli hacker</strong></li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">La vittima utilizzava una VPN protetta da firewall, ma quest&#8217;ultimo era obsoleto e presentava vulnerabilità note. Gli hacker hanno sfruttato queste falle per accedere alla VPN e penetrare nella rete aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Successivamente, grazie a una configurazione errata su un client e sul domain controller, sono riusciti a ottenere credenziali amministrative. Con queste credenziali rubate, hanno distribuito un ransomware su tutti i dispositivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ransomware ha prima copiato i file—soprattutto dati finanziari—e poi ha criptato tutti i computer. Gli hacker hanno lasciato un messaggio con una richiesta di riscatto di 200.000 dollari per la chiave di decrittazione.</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<ol start="2" class="wp-block-list">
<li><strong>Come abbiamo aiutato un’azienda paralizzata a riprendersi</strong></li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la chiamata, abbiamo inviato una squadra di tre tecnici e ingegneri sul posto entro due ore. Abbiamo lavorato senza sosta per tutta la notte di venerdì.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f539.png" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Azioni immediate:<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Formattato tutti i PC<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ripristinato i dati dai backup (non senza difficoltà)<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Creato un nuovo dominio Active Directory<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Aggiornato tutti i dispositivi di rete</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il firewall, essendo ormai “end of life”, non poteva essere aggiornato e ha dovuto essere sostituito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima dell’attacco, l’azienda eseguiva i backup solo su un disco rigido, alternando i dischi durante la settimana. Abbiamo implementato una <a href="https://www.enneatechnology.com/backup-aziendali-soluzioni-e-strategie/" data-type="link" data-id="https://www.enneatechnology.com/backup-aziendali-soluzioni-e-strategie/">strategia di backup 3-2-1</a>, che prevede:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2714.png" alt="✔" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 3 copie dei dati<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2714.png" alt="✔" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 2 tipi di supporto diversi<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2714.png" alt="✔" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> 1 copia off-site</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, l’azienda utilizzava un servizio di posta cloud senza backup. Abbiamo spiegato <a href="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2025/02/4-ottimi-motivi-per-eseguire-il-backup-dei-dati-Cloud.pdf">l&#8217;importanza di proteggere anche i dati in cloud</a> e implementato una soluzione adeguata.</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<ol start="3" class="wp-block-list">
<li><strong>Cosa è andato storto per permettere l’attacco ransomware?</strong></li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda non investiva in manutenzione e monitoraggio IT preventivi, e il precedente consulente IT, pur competente, non aveva le risorse per garantire un controllo continuo della sicurezza.</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-columns are-vertically-aligned-center has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex" style="background-color:#2c2e3c">
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<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading has-neve-link-hover-color-color has-text-color has-link-color wp-elements-ce4bfe1892f0312d117b7d5c85f67ba3">La tua azienda è al sicuro? Scoprilo con la checklist della sicurezza informatica.</h3>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-nv-text-dark-bg-color has-text-color has-link-color wp-elements-cfb978fdaea6498ffd5714ec4e0343db wp-block-paragraph">Compilando il form riceverai una mail con il link per scaricare la nostra checklist sulla sicurezza informatica aziendale. </p>
</div>



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                      <p>Iscrivendomi acconsento alla ricezione di newsletter da parte di Ennea Technology e al trattamento dei miei dati secondo la <span><a href="https://www.enneatechnology.com/privacy-policy/"><span style="color: #137ebc"><span style="color: #28adf">privacy policy</span></span></a></span></p>
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</div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco le principali mancanze di sicurezza che hanno reso possibile l&#8217;attacco:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Nessuna politica per le password: le stesse credenziali venivano utilizzate per anni<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Mancanza di autenticazione a due fattori (2FA)<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Antivirus non uniforme: diversi PC avevano software diversi o nessuna protezione<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Backup non testati regolarmente<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Dispositivi obsoleti e non aggiornati, compresi firewall e server</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<ol start="4" class="wp-block-list">
<li><strong>Come evitare un attacco ransomware</strong></li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Per proteggere la tua azienda, segui queste best practice:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Aggiorna firewall, server e dispositivi regolarmente<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Implementa un backup 3-2-1 e testalo periodicamente<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Usa l&#8217;autenticazione a due fattori (2FA) per VPN, email e accessi critici<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Stabilisci una politica per le password e cambiale periodicamente<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Affidati a un fornitore di servizi IT per monitoraggio continuo e risposta agli incidenti</p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<ol start="5" class="wp-block-list">
<li><strong>Come valutare oggi le tue vulnerabilità?</strong></li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f50d.png" alt="🔍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Vuoi capire se la tua azienda è esposta a un attacco ransomware?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4a1.png" alt="💡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Offriamo una valutazione gratuita delle tue vulnerabilità di sicurezza IT. Contattaci per un&#8217;analisi dettagliata e per ricevere consigli su come migliorare la tua protezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4e9.png" alt="📩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Scrivici oggi stesso per prenotare la tua valutazione gratuita!</p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h5 class="wp-block-heading">Se stai leggendo questo articolo, probabilmente vuoi evitare un attacco ransomware fin dall’inizio</h5>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px">Offriamo una valutazione gratuita per individuare le vulnerabilità attuali della tua infrastruttura IT.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>12 Segnali che indicano che la tua azienda è pronta per un Servizio IT Gestito</title>
		<link>https://www.enneatechnology.com/12-segnali-che-indicano-che-la-tua-azienda-e-pronta-per-un-servizio-it-gestito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 08:06:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[cybersecurity]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.enneatechnology.com/?p=2957</guid>

					<description><![CDATA[Scopri quando la tua azienda può davvero trarre vantaggio da un fornitore di servizi informatici all-inclusive. I Servizi IT Gestiti sono necessari per la Tua Azienda? Oggi, ogni azienda è strettamente legata alla tecnologia, in un modo che solo pochi anni fa sembrava impensabile. Senza computer per ottimizzare i processi lavorativi, email per la comunicazione&#8230;&#160;<div class="read-more-wrapper"><a href="https://www.enneatechnology.com/12-segnali-che-indicano-che-la-tua-azienda-e-pronta-per-un-servizio-it-gestito/" class="button button-primary" rel="bookmark">Leggi tutto »<span class="screen-reader-text">12 Segnali che indicano che la tua azienda è pronta per un Servizio IT Gestito</span></a></div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Scopri quando la tua azienda può davvero trarre vantaggio da un fornitore di servizi informatici all-inclusive.</p>



<h1 class="wp-block-heading">I Servizi IT Gestiti sono necessari per la Tua Azienda?</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, ogni azienda è strettamente legata alla tecnologia, in un modo che solo pochi anni fa sembrava impensabile. Senza computer per ottimizzare i processi lavorativi, email per la comunicazione e i vantaggi di collaborazione e networking offerti dal web, la tua attività non potrebbe crescere e rischieresti di essere superato dalla concorrenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, questa tecnologia essenziale è in continua evoluzione grazie a nuove innovazioni. Anche le piccole imprese, con uno o due dipendenti, utilizzano vari computer, software e dispositivi mobili. E più dipendenti hai, più diventa complicato gestire tutto questo, senza contare la necessità di rimanere aggiornati sugli ultimi sviluppi hardware e software che potrebbero influenzare il tuo settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se gestisci una piccola o media impresa, l&#8217;IT è la spina dorsale della tua attività, ma occuparsi di tutto da solo è un compito complesso e stressante che sottrae tempo prezioso a clienti, dipendenti e alla crescita dell&#8217;azienda. Non hai avviato il tuo business per diventare un esperto IT, vuoi semplicemente offrire i tuoi prodotti e servizi a chi ne ha bisogno. Perdere tempo ad imparare ogni aggiornamento di Microsoft, sbloccare una stampante inceppata o proteggere i tuoi dati dagli hacker può essere estremamente frustrante quando hai già mille altre cose a cui pensare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spoofing telefonico può essere <strong>utilizzato per scopi illegali o dannosi.</strong> Ad esempio, i truffatori possono utilizzare lo spoofing telefonico per fingere di essere rappresentanti di banche o istituzioni finanziarie al fine di ottenere informazioni personali o finanziarie dalle loro vittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molti paesi, lo spoofing telefonico è considerato un reato e può comportare conseguenze legali per coloro che lo utilizzano in modo improprio o per scopi criminali. È importante essere consapevoli di questa pratica e <strong>fare attenzione quando si ricevono chiamate da numeri sconosciuti o sospette</strong>.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Quali sono le tue opzioni?</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Una possibilità è creare un team IT interno, ma nella maggior parte delle piccole e medie imprese il budget è limitato e assumere esperti IT è molto costoso. Alcune aziende si affidano a un tecnico che interviene solo quando si verifica un problema. Tuttavia, questa soluzione ha dei limiti: il tecnico dipende dalle chiamate di assistenza e potrebbe non essere proattivo nel prevenire i problemi. Inoltre, ogni guasto porta a tempi di inattività che ti fanno perdere denaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che entrano in gioco i <strong>Managed Service Provider (MSP)</strong>, ovvero i fornitori di servizi IT gestiti. Un MSP può ottimizzare l&#8217;infrastruttura IT della tua azienda, monitorando i sistemi 24/7 per prevenire problemi, il tutto a un costo fisso mensile. Naturalmente, la scelta di affidarsi a un MSP dipende dalle dimensioni della tua azienda, dalle tue esigenze e dai tuoi piani di crescita futuri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per aiutarti a capire meglio i vantaggi, abbiamo raccolto <strong>12 segnali che indicano che la tua azienda è pronta per i servizi gestiti</strong>.&nbsp;</p>



<h1 class="wp-block-heading">12 Segnali che la Tua Azienda è Pronta per i Servizi IT Gestiti</h1>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>La tua infrastruttura tecnologica non è aggiornata</strong> Hardware e software si evolvono rapidamente, e molte piccole aziende faticano a tenere il passo. I servizi gestiti ti permettono di sfruttare le soluzioni IT più moderne senza dover affrontare spese elevate, grazie agli accordi preferenziali che i provider hanno con i fornitori, ottenendo sconti sugli acquisti.</li>



<li><strong>La tua infrastruttura IT non è scalabile o flessibile</strong> I servizi gestiti offrono soluzioni scalabili: man mano che la tua azienda cresce, puoi aggiungere facilmente capacità IT o nuovi servizi senza dover investire in infrastrutture costose.</li>



<li><strong>Hai difficoltà a implementare nuove tecnologie</strong> Gli MSP analizzano i tuoi obiettivi aziendali e ti aiutano a implementare le soluzioni tecnologiche più adatte, evitando investimenti errati in tecnologie che non offrono un ritorno adeguato.</li>



<li><strong>La tua azienda manca di mobilità</strong> Le grandi aziende traggono vantaggio da reti integrate che consentono mobilità e risparmi sui costi IT. Un MSP può garantirti che i tuoi dipendenti possano lavorare da remoto in sicurezza, con soluzioni VoIP e cloud.</li>



<li><strong>Non hai un piano di ripristino dei dati in caso di emergenza</strong> Un MSP protegge i tuoi dati con backup sicuri e piani di recupero, minimizzando le perdite in caso di guasti o attacchi informatici.</li>



<li><strong>Hai bisogno di accesso a esperti IT</strong> Il team di un MSP è composto da specialisti esperti in diverse aree dell&#8217;IT, che possono fornirti consulenza e assistenza tecnica quando ne hai bisogno.</li>



<li> <strong>La tua azienda subisce frequenti interruzioni</strong> Gli MSP monitorano i sistemi 24/7, rilevando e risolvendo i problemi prima che causino tempi di inattività.</li>



<li><strong>Stai spendendo troppo tempo a gestire problemi IT</strong> Gli MSP risolvono i problemi da remoto o con interventi rapidi in sede, riducendo i tempi di inattività.</li>



<li><strong>Non esegui controlli periodici sulla tua infrastruttura</strong> Gli MSP offrono audit regolari per mantenere la tua infrastruttura sicura e conforme alle normative.</li>



<li><strong>Non hai una roadmap chiara per affrontare le sfide IT</strong> Un MSP ti aiuta a pianificare e prevenire problemi futuri con strategie IT personalizzate.</li>



<li><strong>Vuoi gestire meglio il tuo budget IT</strong> Con un MSP, paghi una tariffa fissa mensile senza costi imprevisti, evitando sorprese derivanti da interventi urgenti.</li>



<li><strong>Desideri serenità nella gestione della tecnologia</strong> Affidarsi a un MSP significa eliminare i problemi IT dalla tua lista di preoccupazioni, permettendoti di concentrarti sul tuo business.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Se ti ritrovi in uno o più di questi punti, la tua azienda potrebbe essere pronta per i servizi gestiti. </h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Contattaci per una consulenza gratuita!</strong></p>



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		<item>
		<title>Chi vuole essere hackerato? Attenzione alle wifi pubbliche</title>
		<link>https://www.enneatechnology.com/come-essere-hackerato-wifi-pubbliche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2024 13:32:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[ACCESSO]]></category>
		<category><![CDATA[autenticazione due fattori]]></category>
		<category><![CDATA[BUSINESS]]></category>
		<category><![CDATA[CYBERCRIME]]></category>
		<category><![CDATA[cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[hackerato]]></category>
		<category><![CDATA[lavorare da casa]]></category>
		<category><![CDATA[password]]></category>
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					<description><![CDATA[Marco era un impiegato diligente e impegnato, ma adorava anche prendersi delle pause dalla sua routine quotidiana per concedersi qualche giorno di relax. Quest&#8217;anno aveva pianificato una vacanza tanto attesa in un villaggio balneare pittoresco lungo la costa. Una mattina, mentre si godeva il suo cappuccino sulla terrazza di un accogliente bar locale, Marco decise&#8230;&#160;<div class="read-more-wrapper"><a href="https://www.enneatechnology.com/come-essere-hackerato-wifi-pubbliche/" class="button button-primary" rel="bookmark">Leggi tutto »<span class="screen-reader-text">Chi vuole essere hackerato? Attenzione alle wifi pubbliche</span></a></div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="562" height="562" src="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2023/04/Immagine-2023-04-28-120805.png" alt="" class="wp-image-2216" style="width:294px;height:auto" srcset="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2023/04/Immagine-2023-04-28-120805.png 562w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2023/04/Immagine-2023-04-28-120805-300x300.png 300w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2023/04/Immagine-2023-04-28-120805-150x150.png 150w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2023/04/Immagine-2023-04-28-120805-500x500.png 500w" sizes="(max-width: 562px) 100vw, 562px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Marco era un impiegato diligente e impegnato, ma adorava anche prendersi delle pause dalla sua routine quotidiana per concedersi qualche giorno di relax. Quest&#8217;anno aveva pianificato una vacanza tanto attesa in un villaggio balneare pittoresco lungo la costa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una mattina, mentre si godeva il suo cappuccino sulla terrazza di un accogliente bar locale, Marco decise di approfittare del tempo libero per dare un&#8217;occhiata alle e-mail di lavoro. Il suo telefono era scarico, quindi, vedendo una rete Wi-Fi pubblica disponibile, decise di connettersi ad essa per controllare la posta sul suo laptop.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante fosse consapevole dei rischi delle reti Wi-Fi pubbliche, Marco non si preoccupò troppo: era in vacanza, in un luogo tranquillo, e doveva solo controllare rapidamente le e-mail e poi tornare al suo meritato riposo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubblico-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-2944" srcset="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubblico-1024x683.jpg 1024w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubblico-300x200.jpg 300w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubblico-768x512.jpg 768w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubblico-1536x1024.jpg 1536w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubblico-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che Marco non sapeva, però, era che dietro quella rete Wi-Fi pubblica si celava un hacker astuto e senza scrupoli. L&#8217;hacker intercettò la connessione di Marco e ottenne l&#8217;accesso ai suoi dati sensibili, compresi i dettagli del suo lavoro e i contatti dell&#8217;amministrazione della sua azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con le informazioni rubate, l&#8217;hacker orchestrò un piano subdolo: inviò delle mail fasulle, apparentemente provenienti dall&#8217;account di Marco, all&#8217;amministrazione della sua azienda. Le mail erano ben scritte e convincenti, chiedevano trasferimenti di fondi urgenti a presunti fornitori o partner commerciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;amministrazione, ignara della truffa in corso, rispose prontamente alle richieste di trasferimento di fondi, convinta di agire nell&#8217;interesse dell&#8217;azienda e seguendo le istruzioni del loro stimato collega, Marco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubbliche-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2945" srcset="https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubbliche-1024x1024.jpg 1024w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubbliche-300x300.jpg 300w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubbliche-150x150.jpg 150w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubbliche-768x768.jpg 768w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubbliche-1536x1536.jpg 1536w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubbliche-500x500.jpg 500w, https://www.enneatechnology.com/wp-content/uploads/2024/05/hacking-wifi-pubbliche.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo, quando Marco tornò dalla sua vacanza rilassante e controllò la sua posta elettronica, rimase sconvolto nello scoprire ciò che era accaduto. Realizzò che era stato vittima di un attacco informatico mentre era in vacanza, e che le sue informazioni personali e professionali erano state compromesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marco fece subito rapporto all&#8217;amministrazione della sua azienda e alle autorità competenti, ma il danno era stato fatto. Gli hacker avevano sfruttato la sua fiducia nell&#8217;utilizzo della rete Wi-Fi pubblica durante le sue vacanze per compiere una frode finanziaria ai danni della sua azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quel momento in poi, Marco fu più cauto nell&#8217;uso delle reti Wi-Fi pubbliche e consigliò a tutti i suoi colleghi di fare altrettanto. La sua esperienza lo aveva insegnato quanto sia importante proteggere i propri dati sensibili, specialmente quando si è in vacanza e ci si trova lontani dalla sicurezza dell&#8217;ufficio.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Immagini di <a href="https://it.freepik.com/vettori-gratuito/sfondo-casella-di-posta-esagonale-con-le-buste-in-design-piatto_1078645.htm#query=email%20vector&amp;position=1&amp;from_view=keyword&amp;track=ais_user&amp;uuid=e8996170-134a-4d16-abb5-6a01aa133bf2" target="_blank" rel="noopener">Freepik</a></p>



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<div class="wp-block-cover is-light" style="min-height:100px;aspect-ratio:unset;"><span aria-hidden="true" class="wp-block-cover__background has-background-dim-100 has-background-dim" style="background-color:#f0f4f9"></span><div class="wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow">
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<h5 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voi scoprire come muoverti al meglio per non essere Hackerato?</h5>



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			</item>
		<item>
		<title>Shopping online in sicurezza</title>
		<link>https://www.enneatechnology.com/shopping-online-in-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 13:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo shopping online offre incredibili comodità, ma è essenziale essere consapevoli dei potenziali rischi che comporta. I criminali informatici hanno molteplici modi per colpire gli acquirenti, cercando di sottrarre denaro o informazioni sensibili. Creano siti fasulli, offrono prodotti inesistenti, richiedono dati personali e possono persino infiltrare il tuo dispositivo con un software dannoso (&#8220;malware&#8221;). Essere&#8230;&#160;<div class="read-more-wrapper"><a href="https://www.enneatechnology.com/shopping-online-in-sicurezza/" class="button button-primary" rel="bookmark">Leggi tutto »<span class="screen-reader-text">Shopping online in sicurezza</span></a></div>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Lo shopping online offre incredibili comodità, ma è essenziale essere consapevoli dei potenziali rischi che comporta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I criminali informatici hanno molteplici modi per colpire gli acquirenti, cercando di sottrarre denaro o informazioni sensibili. Creano siti fasulli, offrono prodotti inesistenti, richiedono dati personali e possono persino infiltrare il tuo dispositivo con un software dannoso (&#8220;malware&#8221;). Essere vigili e prudenti durante gli acquisti online è cruciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta che i tuoi dati finanziari sono stati compromessi e il denaro è stato rubato, recuperarlo può diventare un&#8217;impresa difficile. Oltre alla mancanza del prodotto acquistato, è probabile che perderai anche il denaro speso. La sicurezza preventiva è fondamentale per evitare queste situazioni spiacevoli durante gli acquisti online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono molte cose a cui pensare quando si utilizzano dispositivi personali (ad esempio smartphone, tablet, computer e laptop) per fare acquisti online. Segui i nostri suggerimenti sulla sicurezza per assicurarti che la tua esperienza di acquisto online sia sicura.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come fare acquisti online in sicurezza</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Acquista utilizzando dispositivi sicuri</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Assicurati che i dispositivi che utilizzi per gli acquisti online dispongano degli aggiornamenti più recenti installati e siano connessi a una rete attendibile. Ad esempio, utilizza il Wi-Fi domestico o il cellulare (4G/5G) anziché Wi-Fi pubblico.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Proteggi le tue informazioni di pagamento e i tuoi account</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Fai attenzione a salvare le informazioni di pagamento su un account di acquisto online. Se salvi le informazioni di pagamento su un account, dovresti attivare autenticazione a più fattori (MFA) per proteggerlo. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Utilizza venditori fidati</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca i siti web di shopping online prima di acquistare e attieniti ad aziende rinomate e affidabili.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conosci i segnali d&#8217;allarme</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Prezzi incredibilmente convenienti, richieste di pagamento tramite depositi bancari diretti e negozi online appena creati o con informazioni scarse sulle loro politiche di consegna, reso e privacy potrebbero indicare potenziali attività fraudolente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Utilizza metodi di pagamento sicuri</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Evita assolutamente di usare bonifici diretti, trasferimenti di denaro o valute digitali come Bitcoin per pagare, perché è difficilissimo recuperare i soldi in caso di truffe. È meglio optare per PayPal o la tua carta di credito come metodo di pagamento. Potresti anche pensare a una seconda carta con un limite di credito basso, riservata solo agli acquisti online. Questo può aiutare a limitare le perdite finanziarie nel caso in cui i dettagli della tua carta vengano compromessi dopo un acquisto online.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Non interagire e segnala contatti sospetti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Stai attento a strani messaggi, telefonate o email che cercano informazioni sui tuoi acquisti online. Potrebbero essere tentativi di ottenere i tuoi dati personali o finanziari. Se ricevi contatti riguardo a ordini che non hai effettuato, potrebbe essere una truffa. Interrompi le comunicazioni e verifica direttamente con il negozio utilizzando le informazioni presenti sul loro sito ufficiale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fai attenzione alle truffe di consegna false</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Continua a essere vigile mentre attendi alla consegna del tuo ordine. I truffatori potrebbero inviare notifiche di consegna fasulle con link dannosi per il tuo dispositivo o per ottenere i tuoi dati. Se ricevi un messaggio del genere, evita di cliccare sul link e cancellalo immediatamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Scopri come fare acquisti online in sicurezza</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scegliere dove acquistare</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Fai qualche ricerca sui siti di shopping online prima di acquistare. Rivolgiti ad aziende rinomate e affidabili e verifica le informazioni sul loro sito web.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi eseguire indagini sui negozi online attraverso diverse modalità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Consultando recensioni di altri clienti.</li>



<li>Esaminando attentamente le condizioni contrattuali, inclusi termini di garanzia, politiche di rimborso, procedure per reclami e assistenza. È anche consigliato consultare le loro politiche sulla privacy per comprendere l&#8217;uso delle tue informazioni personali.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Stai attento ai link e ai siti Web falsificati. I truffatori possono creare siti contraffatti che imitano marchi famosi&nbsp; e utilizzare recensioni false per farti fidare di loro. Riconoscere i siti dannosi può essere complicato: sembrano autentici, ma potrebbero avere URL con piccole variazioni (come amazon.live invece di amazon.com), facendo finta di essere legittimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Verifica accuratamente il nome di dominio del sito digitandolo correttamente nella barra dell&#8217;URL del tuo browser. Se necessario, utilizza il tuo motore di ricerca preferito e seleziona il primo risultato non pubblicitario per confermare il sito desiderato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Segnali di avvertimento</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se vedi questi segnali di pericolo mentre fai acquisti online, pensa attentamente prima di procedere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il sito web potrebbe presentare segni di scarsa professionalità e un design poco curato.</li>



<li>I prodotti vengono pubblicizzati a prezzi incredibilmente bassi o con caratteristiche straordinarie. Se sembra troppo vantaggioso, potrebbe essere un campanello d&#8217;allarme!</li>



<li>Chiedono un pagamento immediato o tramite metodi non sicuri come bonifici, carte regalo o valute digitali come Bitcoin.</li>



<li>Il sito Web non fornisce informazioni di contatto come numero di telefono, e-mail o indirizzo</li>



<li>Il sito web non fornisce informazioni adeguate su privacy, termini e condizioni d&#8217;uso, politiche di restituzione o risoluzione delle controversie, oppure le politiche non sono chiare. Il venditore potrebbe avere sede all&#8217;estero oppure non consentire il pagamento tramite un servizio di pagamento sicuro come PayPal o una transazione con carta di credito.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se acquisti attraverso i social media, gli annunci o i mercati online, è importante tenere presente quanto segue:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Quando acquisti dalla pagina Facebook o Instagram di un negozio, cerca il segno di spunta blu accanto al nome del profilo della pagina. Ciò indica che la pagina è verificata da Facebook.</li>



<li>Le pagine social di negozi molto nuovi che vendono a prezzi bassi possono essere sospette.</li>



<li>Evita pagine con poca interazione o in cui il proprietario è l&#8217;unica voce. Scarso coinvolgimento della community può essere un campanello d&#8217;allarme.</li>



<li>Se fai acquisti da privati, come in gruppi Facebook, controlla il profilo del venditore. Se è nuovo, poco attivo o offre prodotti a prezzi troppo allettanti, potrebbe essere una truffa.</li>



<li>Su Instagram, verifica che la pagina sia pubblica. I venditori legittimi solitamente mantengono la loro pagina pubblica.</li>



<li>Attenzione alle pagine di social fasulle che imitano aziende legittime, spesso copiando il contenuto reale. Guarda attentamente variazioni nell&#8217;ortografia dei nomi aziendali, come punti, caratteri speciali o numeri.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Proteggi i tuoi dispositivi e i tuoi account</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Assicurati che il tuo dispositivo sia aggiornato</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">È importante mantenere aggiornati i dispositivi con cui fai acquisti online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abilita l&#8217;opzione degli aggiornamenti automatici per il sistema operativo e le applicazioni, come i browser web. Gli aggiornamenti apportano nuove funzionalità e di solito includono miglioramenti per la sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un sistema operativo o un&#8217;applicazione non è più supportato, significa che non riceverà più aggiornamenti. Se il tuo sistema operativo non è più supportato, potrebbe essere il momento di considerare l&#8217;acquisto di un dispositivo o di un servizio più recente</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Proteggi i tuoi conti ad alto rischio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Proteggi le tue informazioni personali utilizzando autenticazione a più fattori (AMF) e passphrase sicure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se possibile, è consigliabile attivare l&#8217;autenticazione a più fattori (MFA) per i tuoi account ad alto rischio, come quelli che conservano i tuoi dati di pagamento. L&#8217;MFA coinvolge l&#8217;uso di due o più tipi di azioni per verificare la tua identità. Potresti già usare l&#8217;MFA, come quando ricevi un codice di autenticazione via SMS dopo aver inserito la password per accedere a un account online. Questa procedura rende più difficile per i criminali informatici l&#8217;accesso al tuo account, aggiungendo livelli extra di protezione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Paga in modo sicuro</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Recuperare i soldi dopo aver pagato un truffatore è altamente improbabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I truffatori preferiscono metodi di pagamento come bonifici bancari diretti, trasferimenti di denaro o valute digitali come Bitcoin perché è un modo semplice per derubarti. Assicurati sempre di utilizzare metodi di pagamento sicuri come PayPal o la tua carta di credito per gli acquisti online.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Segui questi semplici passaggi per assicurarti di spendere soldi online in modo sicuro:</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Non inviare mai i dati bancari o della carta di credito via e-mail.</li>



<li>Non cliccare su link SMS per effettuare pagamenti e non condividere dettagli di pagamento tramite SMS.</li>



<li>Evita transazioni finanziarie su reti Wi-Fi pubbliche (come ospedali, biblioteche o centri commerciali).</li>



<li>Monitora attentamente gli estratti conto per individuare transazioni sospette e segnalale alla banca.</li>



<li>Quando compili i dettagli per un acquisto online, completa solo i campi obbligatori come l&#8217;indirizzo e le informazioni di pagamento. Cerca un asterisco (*) per identificare i campi obbligatori.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Attenzione ai messaggi truffa</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I siti Web legittimi non ti chiederanno di fare clic sui collegamenti nelle e-mail per verificare il tuo ordine.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se ti viene chiesto di farlo, contatta l&#8217;acquirente direttamente dai dettagli sul suo sito web. Non rispondere all&#8217;e-mail né fare clic su alcun collegamento.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Controlla l&#8217;indirizzo del mittente nelle e-mail relative agli ordini online.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I truffatori spesso cercano di imitare marchi o venditori replicando i dettagli nelle loro email. Tuttavia, un punto di debolezza potrebbe essere l&#8217;indirizzo email che utilizzano. Verifica attentamente l&#8217;indirizzo email per vedere se corrisponde alle informazioni di contatto presenti sul sito web ufficiale del negozio online.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fai attenzione ai messaggi sospetti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Fai attenzione se un&#8217;e-mail di conferma dell&#8217;ordine:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Non usa il tuo nome</li>



<li>Non ci sono molti dettagli sul tuo ordine</li>



<li>Include i dettagli su un ordine diverso dal tuo</li>



<li>Ti chiede di fare clic su un collegamento per verificare o modificare il tuo ordine</li>



<li>Utilizza una valuta diversa dalla tua</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ignora e segnala messaggi sospetti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Stai attento a telefonate, messaggi o email insolite che riguardano i tuoi ordini online. Potrebbero essere spam o tentativi di ottenere i tuoi dati personali o finanziari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ricevi istruzioni sospette riguardo al tuo ordine online, non seguirle. Puoi verificare la loro autenticità contattando direttamente l&#8217;organizzazione utilizzando i metodi di contatto ufficiali presenti sul loro sito web.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ricevi un messaggio via SMS, istantaneo o email che sembra strano, è meglio ignorarlo.</p>



<div class="wp-block-cover alignfull" style="min-height:150px;aspect-ratio:unset;"><span aria-hidden="true" class="wp-block-cover__background has-neve-link-color-background-color has-background-dim-100 has-background-dim"></span><div class="wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow">
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		<title>Che cos&#8217;è lo spoofing telefonico e come difendersi</title>
		<link>https://www.enneatechnology.com/che-cose-lo-spoofing-telefonico-e-come-difendersi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 13:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cybersecurity]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.enneatechnology.com/?p=2489</guid>

					<description><![CDATA[Qualche settimana fa abbiamo trattato in generale il tema dello spoofing. Vediamo ora invece nello specifico lo spoofing telefonico. Che cos’è lo spoofing telefonico Lo spoofing telefonico è una pratica in cui un chiamante falsifica l’identità o il numero di telefono che appare sul display del destinatario durante una chiamata. In altre parole, lo spoofing&#8230;&#160;<div class="read-more-wrapper"><a href="https://www.enneatechnology.com/che-cose-lo-spoofing-telefonico-e-come-difendersi/" class="button button-primary" rel="bookmark">Leggi tutto »<span class="screen-reader-text">Che cos&#8217;è lo spoofing telefonico e come difendersi</span></a></div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Qualche settimana fa abbiamo trattato in generale il tema dello <a href="https://www.enneatechnology.com/spoofing-che-cose-tipologie-e-come-difendersi/" data-type="post" data-id="2378">spoofing</a>. Vediamo ora invece nello specifico lo spoofing telefonico.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Che cos’è lo spoofing telefonico</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Lo <strong>spoofing telefonico</strong> è una pratica in cui un chiamante falsifica l’identità o il numero di telefono che appare sul display del destinatario durante una chiamata. In altre parole, lo spoofing telefonico consente a una persona di mascherare la sua identità e di far apparire che la chiamata provenga da un’altra persona o da un numero diverso da quello effettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spoofing telefonico può essere <strong>utilizzato per scopi illegali o dannosi.</strong> Ad esempio, i truffatori possono utilizzare lo spoofing telefonico per fingere di essere rappresentanti di banche o istituzioni finanziarie al fine di ottenere informazioni personali o finanziarie dalle loro vittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molti paesi, lo spoofing telefonico è considerato un reato e può comportare conseguenze legali per coloro che lo utilizzano in modo improprio o per scopi criminali. È importante essere consapevoli di questa pratica e <strong>fare attenzione quando si ricevono chiamate da numeri sconosciuti o sospette</strong>.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Quali danni può fare lo spoofing telefonico</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spoofing telefonico può causare una serie di danni, a seconda di come viene utilizzato e delle intenzioni del chiamante. Ecco alcuni dei danni potenziali associati allo spoofing telefonico:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1">
<li><strong>Frode finanziaria</strong>: I truffatori possono utilizzare lo spoofing telefonico per fingere di essere istituzioni finanziarie, banche o aziende legittime al fine di ottenere informazioni personali o finanziarie dalle loro vittime. Possono cercare di rubare dati sensibili come numeri di carte di credito, password bancarie o numeri di sicurezza sociale.</li>



<li><strong>Furto di identità</strong>: Con le informazioni ottenute tramite lo spoofing telefonico, i criminali possono tentare di commettere frodi di identità, aprendo conti o ottenendo servizi a nome della vittima.</li>



<li><strong>Scams e truffe</strong>: Lo spoofing telefonico è spesso utilizzato per effettuare truffe, ad esempio chiamando le persone e convincendole a inviare denaro o a condividere informazioni sensibili in cambio di promesse false o minacce.</li>



<li><strong>Disturbo e stress</strong>: Anche se non comporta necessariamente danni finanziari, lo spoofing telefonico può causare disturbo emotivo e stress alle vittime, specialmente se vengono sottoposte a chiamate molestie o minacce.</li>



<li><strong>Violazione della privacy</strong>: Lo spoofing telefonico può essere utilizzato per monitorare o spiare le persone, invadendo la loro privacy. Ad esempio, può essere utilizzato per ottenere informazioni personali o per registrare conversazioni senza il consenso della persona coinvolta.</li>



<li><strong>Disseminazione di disinformazione o minacce</strong>: Alcuni individui potrebbero utilizzare lo spoofing telefonico per diffondere notizie false o minacce, causando panico o danni reputazionali.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">È importante essere consapevoli di queste potenziali minacce associate allo spoofing telefonico e prendere misure per proteggersi. Ciò include l&#8217;uso di buone pratiche di sicurezza delle comunicazioni, la verifica dell&#8217;identità del chiamante quando possibile e la segnalazione di attività sospette alle autorità competenti. Inoltre, molte giurisdizioni hanno leggi e regolamenti specifici che vietano o regolamentano lo spoofing telefonico per proteggere i cittadini da abusi.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Come avviene lo spoofing telefonico</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spoofing telefonico avviene quando un chiamante falsifica l&#8217;identità o il numero di telefono che appare sul display del destinatario durante una chiamata. Ci sono diverse tecniche e strumenti che possono essere utilizzati per eseguire lo spoofing telefonico. Ecco alcune delle modalità più comuni:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1">
<li><strong>Caller ID Spoofing</strong>: Questo è il metodo più comune. I chiamanti utilizzano servizi o software appositamente progettati per modificare il numero di telefono che appare sullo schermo del destinatario. Questi servizi di spoofing consentono di inserire qualsiasi numero di telefono desiderato, spesso fornendo agli utenti una vasta gamma di numeri tra cui scegliere.</li>



<li><strong>VoIP (Voice over Internet Protocol)</strong>: Con l&#8217;uso della tecnologia VoIP, è possibile falsificare l&#8217;identità del chiamante in vari modi. Poiché le chiamate VoIP possono essere instradate attraverso Internet, è più facile manipolare i dati del chiamante prima che raggiungano il destinatario.</li>



<li><strong>Manipolazione delle centrali telefoniche</strong>: In casi più complessi, i truffatori possono tentare di accedere fisicamente alle centrali telefoniche o alle infrastrutture di comunicazione per alterare l&#8217;identità delle chiamate in modo più sofisticato.</li>



<li><strong>Phreaking</strong>: Questa è una pratica più avanzata in cui gli aggressori manipolano le linee telefoniche tradizionali per alterare l&#8217;identificazione del chiamante.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">È importante notare che, anche se lo spoofing telefonico può essere utilizzato per scopi fraudolenti o dannosi, ci sono anche situazioni legittime in cui viene utilizzato. Ad esempio, alcune aziende possono utilizzare lo spoofing telefonico per presentare un numero unificato o generico quando chiamano i clienti al posto di mostrare il numero di telefono specifico di ciascun dipendente.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Come difendersi ed evitare lo spoofing telefonico</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco alcune misure che puoi adottare per difenderti ed evitare lo spoofing telefonico:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1">
<li><strong>Non fidarti ciecamente del Caller ID</strong>: Ricorda che il numero di telefono visualizzato sul display del tuo telefono (Caller ID) può essere falsificato. Non basare completamente la tua fiducia sull&#8217;identificazione del chiamante.</li>



<li><strong>Sii cauto con le informazioni personali</strong>: Non condividere informazioni personali o finanziarie tramite telefono a meno che tu sia sicuro dell&#8217;identità della persona o dell&#8217;ente con cui stai parlando. Le istituzioni finanziarie legittime, ad esempio, solitamente non chiedono di condividere informazioni sensibili tramite una chiamata telefonica inaspettata.</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Utilizza servizi anti-spam</strong>: Molte compagnie telefoniche offrono servizi di protezione antispam o antitelemarketing che possono aiutare a bloccare chiamate indesiderate o sospette.</li>



<li><strong>Installare app anti-spam</strong>: Esistono numerose app per smartphone progettate per bloccare le chiamate indesiderate e identificare chiamate sospette. Puoi considerare l&#8217;installazione di una di queste app sul tuo telefono.</li>



<li><strong>Verifica l&#8217;identità del chiamante</strong>: Quando ricevi una chiamata inaspettata da un&#8217;organizzazione o un servizio che richiede informazioni personali, chiedi al chiamante di fornire ulteriori dettagli per verificare la loro identità. Se hai dubbi, contatta direttamente l&#8217;azienda o l&#8217;organizzazione utilizzando i dettagli di contatto forniti sul loro sito web o attraverso canali ufficiali.</li>



<li><strong>Segnala le chiamate sospette</strong>: Le compagnie telefoniche e le autorità governative spesso hanno procedure per segnalare chiamate sospette o truffe telefoniche. Segnala queste chiamate in modo che possano essere indagate.</li>



<li><strong>Mantieni il tuo software aggiornato</strong>: Assicurati che il tuo telefono e le app siano sempre aggiornati con le ultime versioni di sicurezza. Questi aggiornamenti possono includere patch di sicurezza per difendere da vulnerabilità note.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda che, nonostante tutte queste precauzioni, i truffatori e gli aggressori possono essere molto astuti, quindi è importante rimanere vigili e utilizzare il buon senso durante le chiamate telefoniche. Se hai il minimo dubbio sulla legittimità di una chiamata, è meglio essere prudenti e cercare ulteriori informazioni prima di condividere dati sensibili o effettuare transazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tipologie di spoofing</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come già illustrato nel dettaglio in <a href="https://www.enneatechnology.com/spoofing-che-cose-tipologie-e-come-difendersi/">questa pagina</a> lo spoofing telefonico non è la sola tipologia esistente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riassumiamo le altre tipologie:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1">
<li><strong>Spoofing dell’indirizzo IP</strong>: in questa forma di spoofing, un attaccante modifica l’indirizzo IP di origine di un pacchetto di dati per farlo sembrare provenire da un’altra origine. Questo può essere utilizzato per nascondere la propria identità o per eseguire attacchi di phishing o di tipo man-in-the-middle.</li>



<li><strong>Spoofing dell’indirizzo MAC:</strong> l’indirizzo MAC (Media Access Control) è un identificatore univoco associato alla scheda di rete di un dispositivo. Nel caso dello spoofing dell’indirizzo MAC, un attaccante modifica l’indirizzo MAC di un dispositivo per farlo sembrare un altro dispositivo autorizzato. Questo può essere utilizzato per eludere i controlli di sicurezza basati sull’indirizzo MAC.</li>



<li><strong>Spoofing dell’identità dell’email:</strong> questa forma di spoofing coinvolge la manipolazione di un’email per far sembrare che l’email provenga da un mittente diverso. Gli attaccanti possono utilizzare questa tecnica per inviare email di phishing o per fingere di essere un’altra persona o organizzazione al fine di ottenere informazioni sensibili.</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Spoofing del DNS:</strong> il DNS (Domain Name System) è il sistema che traduce gli indirizzi web in indirizzi IP. Nel caso dello spoofing del DNS, un attaccante manipola la risoluzione DNS in modo che un nome di dominio legittimo punti a un indirizzo IP fraudolento controllato dall’attaccante. Ciò può essere utilizzato per reindirizzare il traffico verso siti web falsi o per eseguire attacchi di tipo man-in-the-middle.</li>



<li><strong>Spoofing della posizione geografica:</strong> questa forma di spoofing coinvolge la manipolazione delle informazioni sulla posizione di un dispositivo o di un utente. Può essere utilizzato per aggirare i controlli di accesso basati sulla posizione, ad esempio per accedere a contenuti geograficamente limitati o per mascherare la propria posizione reale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo, la tecnologia, sebbene abbia portato grandi miglioramenti nella vita di tutti noi, è usata anche dai criminali. È necessario esserne consapevoli cercando di proteggersi nel privato ed in ambito aziendale. Ennea Technology è al fianco delle imprese con il suo servizio di <a href="https://www.enneatechnology.com/sicurezza-informatica/">sicurezza informatica per aziende</a>.</p>
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		<title>Windows Server 2012: come gestire la fine dell&#8217;assistenza</title>
		<link>https://www.enneatechnology.com/windows-server-2012-come-gestire-la-fine-dellassistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 21:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.enneatechnology.com/?p=2446</guid>

					<description><![CDATA[I sistemi Operativi Windows Server 2012 e Windows Server 2012 R2, presenti sul mercato da quasi 10 anni,&#160; raggiungeranno la data di fine ciclo di vita “EOL” (End of Life) il 10 ottobre 2023. Da tale data il prodotto sarà ritenuto da Microsoft obsoleto e non ne svilupperà più aggiornamenti di sicurezza. Cosa significa che&#8230;&#160;<div class="read-more-wrapper"><a href="https://www.enneatechnology.com/windows-server-2012-come-gestire-la-fine-dellassistenza/" class="button button-primary" rel="bookmark">Leggi tutto »<span class="screen-reader-text">Windows Server 2012: come gestire la fine dell&#8217;assistenza</span></a></div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I sistemi Operativi Windows Server 2012 e Windows Server 2012 R2, presenti sul mercato da quasi 10 anni,&nbsp; raggiungeranno la data di fine ciclo di vita “EOL” (End of Life) il 10 ottobre 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da tale data il prodotto sarà ritenuto da Microsoft <strong>obsoleto</strong> e <strong>non ne svilupperà più aggiornamenti di sicurezza.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa significa che una versione di Windows non è più supportata?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si dice che una versione di Windows non è più supportata, significa che Microsoft ha interrotto ufficialmente il rilascio di aggiornamenti di sicurezza, patch e altro supporto tecnico per quella specifica versione di Windows. Questo è un aspetto importante da considerare perché ha diverse implicazioni per gli utenti e le organizzazioni che continuano a utilizzare tale sistema operativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Ecco cosa significa in pratica:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1">
<li>Nessun aggiornamento di sicurezza: La principale preoccupazione è che una versione non supportata di Windows non riceverà più aggiornamenti di sicurezza. Questo rende il sistema operativo vulnerabile a nuove minacce e vulnerabilità che potrebbero essere scoperte in futuro. Gli hacker e i malware possono sfruttare queste vulnerabilità per compromettere il sistema.</li>



<li>Manca il supporto tecnico ufficiale: Microsoft non fornirà più assistenza tecnica gratuita per risolvere i problemi legati a una versione non supportata di Windows. Ciò significa che gli utenti dovranno risolvere da soli eventuali problemi o cercare aiuto da fonti non ufficiali.</li>



<li>Compatibilità delle applicazioni: Con il tempo, le applicazioni e i programmi software potrebbero smettere di essere compatibili con una versione non supportata di Windows poiché gli sviluppatori tendono a concentrarsi sul supporto delle versioni più recenti del sistema operativo. Questo potrebbe comportare problemi di compatibilità e limitazioni nell&#8217;uso del software.</li>



<li>Regolamenti aziendali: Per le organizzazioni, l&#8217;uso di una versione non supportata di Windows potrebbe violare regolamenti o normative specifiche del settore, oltre a comportare rischi di sicurezza significativi. Molte aziende sono obbligate a utilizzare software supportato per garantire la sicurezza dei dati e la conformità normativa.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">In generale, è altamente consigliato migrare a una versione più recente di Windows o considerare alternative, come passare a un sistema operativo supportato o utilizzare misure aggiuntive di sicurezza, quando una versione di Windows non è più supportata. In questo modo, è possibile mantenere il sistema sicuro e funzionante in modo efficiente.</p>



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<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Quando e come termina l’assistenza a Windows Server 2012</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Microsoft ha annunciato il termine del supporto esteso per Windows Server 2012 e Windows Server 2012 R2. Ecco le date chiave:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1">
<li><strong>Fine del supporto principale (Mainstream Support End Date):</strong> Il supporto principale per Windows Server 2012 è terminato il 9 ottobre 2018. Durante il periodo di supporto principale, Microsoft ha fornito aggiornamenti di sicurezza regolari, correzioni dei bug e miglioramenti delle funzionalità.</li>



<li><strong>Fine del supporto esteso (Extended Support End Date):</strong> Il supporto esteso per Windows Server 2012 è previsto per terminare il 10 ottobre 2023. Durante il periodo di supporto esteso, Microsoft fornisce solo aggiornamenti di sicurezza critici e importanti. Questo significa che dopo questa data, non saranno più rilasciati aggiornamenti non legati alla sicurezza e il sistema operativo non riceverà più nuove funzionalità.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la data di fine del supporto esteso, Microsoft smetterà completamente di fornire aggiornamenti di sicurezza e di qualsiasi tipo di assistenza tecnica gratuita per Windows Server 2012. È importante che le organizzazioni che utilizzano Windows Server 2012 prendano in considerazione l&#8217;aggiornamento a versioni più recenti del sistema operativo, come Windows Server 2016, Windows Server 2019 o, se disponibile, versioni future.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aggiornamento è importante per garantire la sicurezza e la stabilità del sistema, nonché per rimanere conformi alle normative e ai requisiti di sicurezza. Prima di eseguire l&#8217;aggiornamento, è consigliabile eseguire una valutazione delle esigenze aziendali e dei requisiti del sistema per determinare quale versione di Windows Server è più adatta alle esigenze dell&#8217;organizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa è possibile fare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando il supporto per Windows Server 2012 sarà scaduto, è importante prendere misure per garantire la sicurezza e la stabilità del sistema, oltre a garantire la conformità alle normative. Ecco alcune delle opzioni e delle azioni che è possibile prendere dopo la scadenza del supporto per Windows Server 2012:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1">
<li><strong>Aggiornamento a una versione supportata di Windows Server:</strong> La prima e più raccomandata opzione è l&#8217;aggiornamento a una versione supportata di Windows Server, come Windows Server 2016, Windows Server 2019 o 2022. Questo assicura che il sistema continui a ricevere aggiornamenti di sicurezza e supporto tecnico da Microsoft.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ovviamente la soluzione preferibile è la sostituzione del server, o installando hardware moderno e l’ultima versione di Windows server presente sul mercato.</strong> Qualora non fosse possibile è possibile valutare l’aggiornamento del server a Windows 2016 qualora il produttore del server stesso abbia rilasciato driver compatibili e dichiarata compatibile la versione.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Migrazione verso il cloud:</strong> Altre opzioni includono la migrazione delle applicazioni e dei servizi ospitati su Windows Server 2012 su piattaforme cloud, come Microsoft Azure o Amazon Web Services (AWS). Questa opzione può offrire una maggiore flessibilità e scalabilità passando da una logica di acquisto di beni strumentali ad una di noleggio operativo.</li>



<li><strong>Hardening e miglioramento della sicurezza:</strong> Nel caso in cui l&#8217;aggiornamento non sia immediatamente possibile (esempio alcuni software utilizzati in azienda non sono stati sviluppati ed aggiornati per essere compatibili con sistemi operativi più moderni) è importante mettere in atto misure aggiuntive di sicurezza. Questo potrebbe includere il rafforzamento della sicurezza del server (esempio isolando il server in una porzione dedicata della rete configurando l’accesso ad esso solo per gli utenti ed i software strettamente necessari), l&#8217;applicazione di patch di sicurezza di terze parti e l&#8217;implementazione di soluzioni di sicurezza aggiuntive come sistemi di rilevamento delle intrusioni.</li>



<li><strong>Monitoraggio e audit:</strong> Esegui un monitoraggio attivo del sistema per rilevare eventuali anomalie o attività sospette. L&#8217;audit dei registri di sistema e dei log di sicurezza può aiutare a identificare potenziali minacce.</li>



<li><strong>Pianificazione e budget:</strong> Prepara un piano di migrazione o di aggiornamento che includa una pianificazione dettagliata, un budget e le risorse necessarie per l&#8217;implementazione.</li>



<li><strong>Backup e disaster recovery:</strong> Assicurati di avere procedure di backup regolari in atto e una solida strategia di disaster recovery. Questo può aiutarti a recuperare i dati in caso di problemi o violazioni della sicurezza.</li>



<li><strong>Considera il supporto esteso:</strong> In alcuni casi, Microsoft può offrire supporto esteso a pagamento anche dopo la scadenza del supporto principale. Questa opzione può essere utile in attesa dell&#8217;aggiornamento, ma è importante considerare i costi associati.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">È fondamentale pianificare con anticipo per affrontare la fine del supporto per Windows Server 2012 in modo che il tuo ambiente IT rimanga sicuro e funzionante. L&#8217;azione tempestiva è cruciale per evitare rischi per la sicurezza e interruzioni del servizio. Se desideri maggiori informazioni su ciò che possiamo fare per te visita pagina dedicata <a href="https://www.enneatechnology.com/assistenza-e-consulenza-sistemistica/">all’assistenza sistemistica</a>.</p>
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